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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
18 novembre 2017
Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Sinistra Italiana

1- Dove siamo stati eletti nelle elezioni 2013

La coalizione di centro-sinistra, Italia. Bene Comune, è stata presentata il 13 ottobre con la firma di una carta d'intenti da parte del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, del presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola e dal segretario del Partito Socialista Italiano Riccardo Nencini.

Il capo della coalizione è stato designato mediante elezioni primarie a doppio turno, aperte ai cittadini italiani, anche non iscritti ai partiti che le hanno indette. I candidati hanno partecipato al primo turno, il 25 novembre. Il ballottaggio del 2 dicembre ha indicato come capo della coalizione Pier Luigi Bersani, che ha prevalso su Renzi con il 60,9% dei voti. Per sopperire alla mancanza del voto di preferenza nel sistema elettorale, il 29 e 30 dicembre i due maggiori partiti della coalizione, PD e SEL, hanno svolto delle ulteriori primarie per determinare la gran parte dei componenti delle liste elettorali. Alcuni candidati sono stati comunque decisi dalle segreterie dei due partiti.

La coalizione Italia. Bene Comune ha partecipato alle elezioni con le liste del Partito Democratico (comprendente alcuni candidati del Partito Socialista Italiano) e di Sinistra Ecologia Libertà (che in Trentino-Alto Adige include i candidati dei Verdi sudtirolesi e del Centro Democratico).

Fanno parte della coalizione anche altre liste, presentate solo in alcune circoscrizioni del Senato:

- in Lazio, Campania e Calabria, il Partito Socialista Italiano

-in Sicilia, il movimento Il Megafono - Lista Crocetta, legato al presidente della regione Rosario Crocetta

-in Lombardia e Sicilia, i Moderati.

Dai dati forniti dal Minstero dell’Interno[1] si evince che la coalizione Italia. Bene Comune abbia ottenuto il 29,55% dei voti alla camera, ottenendo il premio di maggioranza (345 seggi su 630), assegnato grazie a uno scarto di poco più dello 0,30% del totale dei voti rispetto alla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Per quanto riguarda il senato, la coalizione di centro-sinistra ottiene 31,63% dei voti, ottenendo 123 seggi ma non la maggioranza assoluta di 158 seggi; determinando una lieve “vittoria” rispetto alla coalizione di centro-destra.

Analisi territoriale del voto

Ottimi risultati per la coalizione di centro-sinistra Italia. Bene. Comune di Pier Luigi Bersani in Trentino Alto Adige e nelle cosiddette Regioni Rosse (Emilia-Romagna, Toscana e Umbria) con percentuali superiori al 40% alla Camera. Buoni risultati anche in Basilicata, Liguria e Marche dove supera il 30% dei voti, e in Sardegna dove sfiora il 30%.

[2]

Conseguenze del voto

I risultati elettorali hanno consegnato alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede nessuna delle coalizioni ottenere una vittoria, determinando un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane.

Rappresentanti in Parlamento

Alle elezioni politiche del 2013 Sel ha eletto 37 deputati e 7 senatori al Parlamento italiano. Il leader del partito, Nichi Vendola, ha rinunciato al suo seggio alla Camera per restare alla guida della Regione Puglia.

2- Come siamo evoluti nel tempo in termini quantitativi e qualitativi.

Il gruppo parlamentare “Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà” viene costituito alla Camera dei deputati il 9 novembre 2015 sotto la presidenza di Arturo Scotto, raggruppando 32 deputati di cui 25 appartenenti a SEL, 6 fuoriusciti dal PD e Claudio Fava, già eletto con SEL e poi passato a MDP (gruppo misto).

Tuttavia, per comprendere l’evoluzione del gruppo e dei partiti appartenenti allo stesso, è necessario analizzare le mutazioni avvenute nel corso del tempo in riferimento agli obiettivi posti in campo ai singoli componenti.

Nel congresso del 2010, SEL denunciava un “vuoto drammatico di sinistra” e si poneva così l’obiettivo di “costruire un percorso nuovo, ovvero un soggetto politico, ecologista e libertario per costruire un’alternativa al moderno capitalismo” per la creazione di una “sinistra di un secolo nuovo”.

I principi fondamentali di SEL erano la pace, il lavoro, la giustizia sociale, il sapere e la riconversione ecologica dell’economia e della società.

Nelle elezioni politiche del 2013, con ben 37 deputati eletti e 7 senatori, SEL fece ingresso nel Parlamento italiano per la prima volta dalla sua nascita.

Il 16 marzo 2013 la Camera dei deputati elegge come suo presidente l’allora parlamentare di SEL Laura Boldrini.

Il partito forma un proprio gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, eleggendo capogruppo Gennaro Migliore. Al senato invece confluisce nel Gruppo Misto e, risultando la componente più corposa del gruppo, ne esprime il capogruppo: Loredana De Petris.

A seguito di alcune divergenze all’interno del partito, come ad esempio quella sulla decisione di votare alla Camera il sì al Decreto IRPEF sugli 80 euro in busta paga per i redditi medio-bassi proposto dal Governo Renzi, inizia un periodo di dissoluzione e indebolimento che portano alla scissione e all’abbandono del gruppo da parte di alcuni esponenti di rilievo e tutto l’ufficio di presidenza di SEL alla Camera.

Vendola, presidente del partito, ribadendo la collocazione di SEL all’opposizione del Governo Renzi, viene duramente criticato da Migliore e Fava tanto da indurre il Presidente e tutta la direzione a rimettere il proprio mandato. Tuttavia le dimissioni vengono respinte. Nonostante ciò, la diaspora continua: non vengono a mancare nuove dimissioni da alcuni deputati rimasti.

Per una mediazione tra l’ala più di sinistra e radicale e l’ala invece più dialogante con il PD, viene nominato nuovo capogruppo Arturo Scotto. Estremamente indeboliti, si sente l’esigenza di una forte innovazione. Nasce così, il 17 febbraio 2017, Sinistra Italiana: un’associazione di donne e di uomini che si costituisce per rappresentare il lavoro nelle forme che ha assunto nell'Italia

contemporanea ed è inscindibilmente legata al movimento per la pace e all'antifascismo.

Si batte per una società fondata sull'uguaglianza sociale, sulla valorizzazione della differenza tra i sessi, sul rispetto dell'ambiente, sulla pace come strumento di convivenza tra i popoli.

I suoi obiettivi sono l’attuazione piena della Costituzione repubblicana e uno Stato democratico e sociale di diritto, nella convinzione che la libertà di tutti sia la condizione e non il limite della libertà di ciascuno.

Si è quindi costituito un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati il 9 novembre con la denominazione Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà.

Al Senato della Repubblica, il 4 marzo 2016 si è costituita una componente interna al Gruppo Misto - avente stessa denominazione - di 8 senatori.

Il 17 dicembre 2016 viene decretato lo scioglimento di SEL dall’Assemblea Nazionale del partito, che aderisce alla fase costituente e al primo congresso di Sinistra Italiana.

3- Cosa dice il nostro regolamento

Data l’eterogeneità dei movimenti politici che compongono entrambi i gruppi risaltano nei regolamenti come punti più interessanti sicuramente quelli che riguardano l’unità degli indirizzi e dei voti.

Riguardo al regolamento della Camera, ove il gruppo è composto dall’unione di tre movimenti che comunque condividono gli stessi valori e le stesse visioni politiche, già l’articolo 2 viene dedicato ai Principi e indirizzi. Infatti “Il Gruppo, nel rispetto del pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno, valorizza il contributo di ogni deputata e deputato alle attività del Gruppo stesso e della Camera dei Deputati, assicurando l’unitarietà degli indirizzi assunti collegialmente e democraticamente secondo le previsioni del presente Statuto”. Quindi nonostante la diversità di opinioni che può essere presente in gruppo eterogeneo ed omogeneo allo stesso tempo, il Gruppo, assicura l’unità di indirizzo, che viene comunque assunta collegialmente secondo metodi democratici.

Gli organi del Gruppo più importanti sono il Presidente, l’Assemblea, il Direttivo, il Tesoriere, i Segretari. L’Assemblea, cuore della struttura, è costituita da tutti i deputati iscritti al Gruppo. Tra le sue funzioni abbiamo la delibera sugli indirizzi e le iniziative del Gruppo e la scelta del Presidente del Gruppo e, su sua proposta, del Direttivo e del Vice-Presidente. L’Assemblea è convocata dal Presidente del Gruppo o su richiesta di almeno il venti percento dei componenti. Il Presidente rappresenta il Gruppo, promuove l’attività dello stesso assicurando sempre l’unitarietà degli indirizzi presi collegialmente, inoltre convoca e presiede l’Assemblea e il Direttivo.

Il regolamento del Gruppo Misto

I primi articoli del regolamento del Gruppo Misto trattano della struttura e degli organi principali dello stesso. Questi sono rispettivamente L’Assemblea, il Presidente e l’Ufficio di Presidenza. Anche qui l’accento è posto sul ruolo dell’Assemblea: essa è costituita da tutti i componenti del Gruppo, ed alle sue sedute possono essere invitati esperti in materie di interesse legislativo. E’ convocata anche qui dal Presidente o da almeno un quinto dei componenti. Un punto interessante è quello che riguarda le mozioni di sfiducia: in questo caso è sempre necessaria la presenza di almeno due terzi dei componenti, mentre negli altri casi basta la presenza solo della maggioranza di essi. La prima Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente uscente o dal Senatore più anziano. Il Presidente del Gruppo viene eletto dall’Assemblea con scrutinio segreto, riportando la metà più uno dei voti, e resta in carica fino a fine Legislatura.

4- Come pensiamo di presentarci alle elezioni.

Un percorso comune a sinistra è quello ambito da Sinistra Italiana per le prossime elezioni politiche del 2018.

È necessario lavorare in modo unitario, coinvolgendo non solo le altre forze di sinistra, ma anche le realtà dell’associazionismo e del mondo civico. Non ci concentreremo sulle candidature ma parleremo invece di programmi e di contenuti.

Per poter correttamente proiettare la nostra immagine politica nell’ottica elettorale è interessante considerare i risultati ottenuti in Sicilia il 5 novembre. Risultati raggiunti grazie alla forza ed all’entusiasmo di una Sinistra che si è ricongiunta in Sicilia, prima che nel resto del paese riunendo MDP, Sinistra Italiana, Possibile, Rifondazione Comunista ed i Verdi.

Occorre creare un’alternativa di governo alle politiche fallimentari del Partito Democratico fornendo una nuova casa al popolo che non si riconosce più nelle politiche del PD. Con l’avvicinarsi delle elezioni si è avvertita sempre più l’esigenza di concentrare tutta l’attenzione sul mondo della sinistra che in Italia è in movimento, con incontri e dibattiti nazionali già fissati con lo scopo di formare un soggetto politico unitario, con un programma ed un progetto chiaro. Risultato di questa iniziativa è l’assemblea nazionale di Sinistra Italiana che si terrà il 19 novembre, in cui si discuterà del documento che costituirà il programma politico per l’elezioni imminenti. Questo costituisce il primo passo verso l'Assemblea nazionale che dà il via al progetto unitario su cui stanno confluendo diverse anime della sinistra, quali Sinistra Italiana, Mdp e Possibile. Un progetto che possa contrastare le disuguaglianze e lo sfruttamento, restituire centralità e dignità al lavoro, dare attenzione ai molti che faticano e non ai pochi che contano. Un progetto che ricostruisca la trama di un patto democratico e di solidarietà in grado di non lasciare indietro nessuno, perché tutte e tutti hanno diritto a un futuro ristabilendo la centralità del valore dell’eguaglianza, un progetto che sia in grado di guardare all'Europa e al mondo, capace di valorizzare la partecipazione e le proposte che si affacciano nella società e sulla scena politica. Un progetto che si fa portatore dell’esigenza di restituire i diritti sottratti ai lavoratori; di migliorare il settore dell’istruzione pubblica, del welfare e del patrimonio culturale.

Questo quadro politico non è ancora ben definito, in quanto in queste ultime ore si parla di un avvicinamento tra Pd e Mdp, generando un notevole ostacolo alla coalizione di centro-destra, che, ad oggi, sembra essere la coalizione più vicina a raggiungere la maggioranza, in termini di seggi, alla Camera ed al Senato. Questa ipotetica allenza costituisce un notevole cambiamento per le dinamiche elettorali.

Si tratta quindi di un difficile viaggio nel deserto della politica itakliana. E’ una lunga avventura, ma alla fine il deserto fiorirà.

- Intervista all’Onorevole Fratoianni.

Politico, Deputato della Repubblica Italiana, segretario di Sinistra Italiana da febbraio 2017, eletto con la coalizione “Italia. Bene Comune” nella circoscrizione Puglia, abbiamo con noi l’Onorevole Nicola Fratoianni.

Domanda:

Rompiamo il ghiaccio con il tema più caldo di tutti: le prossime elezioni. Se è possibile, con una considerazione riguardo le elezioni appena avvenute in Sicilia e l’unione nella lista di Sinistra.

Risposta dell’On. Fratoianni:

In Sicilia intanto abbiamo sperimentato quel che dobbiamo costruire anche a livello nazionale una proposta unitaria plurale la più larga possibile della sinistra, politica, civica , sociale di questo paese una proposta che abbia al centro nel suo cuore una forza di indicare un’ alternativa, ovvero un’ alternativa rispetto alle politiche alle soluzioni alle vicende che hanno dominato la scena pubblica di questi anni che , a me pare, di poter dire e non ne sono contento, che non hanno migliorato la qualità della vita di larga parte di questo paese dove continua a crescere in modo impressionante la disuguaglianza, quella ingiustizia sociale, economica, continua a segnare record negativi rispetto alla vita delle persone. L’Italia è un paese nel quale negli ultimi dieci anni sono diminuiti i laureati, gli iscritti all’ università sono diminuiti i docenti, insomma un paese che mi pare sempre di più rivolto con la testa all’ indietro invece che con lo sguardo ben impiantato nel futuro. Dunque serve una proposta alternativa. In Sicilia abbiamo fatto un primo passo abbiamo raggiunto un risultato importante, la Sinistra torna, dopo quasi 15 anni, nell’ assemblea regionale siciliana; è un risultato insufficiente naturalmente. Abbiamo risultati migliori sappiamo che la strada è lunga c’è ancora molto da fare ma quella è la strada che dobbiamo continuare a percorrere ed è questo il motivo per cui in vista delle prossime elezioni politiche stiamo lavorando con altre forze della sinistra , verso l’Articolo 1 e Possibile, ma questa è la mia ambizione anche con tanta parte del cinismo di questo paese, della società civile di questo paese che si organizza intorno a battaglie a valori condivisi per costruire una lista che abbia la stessa ambizione e io spero anche una forza maggiore di quella che pure abbiamo raccolto in Sicilia.

Domanda:

Onorevole, lei ha appena detto che si pensa di portare avanti una politica di Sinistra con la “S” maiuscola, precludendo quel che porta avanti il Partito Democratico, partito con il quale lei è entrato in Parlamento, affiancandolo nella coalizione “Italia. Bene Comune” e dal quale poi vi siete distaccati a seguito di numerosi disaccordi. Le faccio qualche nome: Arturo Scotto, Claudio Fava. Si è scisso questo pensiero comune che c’era all’interno del vostro partito per appoggiare gli uni il Governo e gli altri l‘ala più radicale.

Risposta dell’On. Fratoianni:

Intanto potrei dire che anche tanti esponenti del partito democratico sono entrati in Parlamento grazie all’alleanza avvenuta con SEL, il premio di maggioranza che allora scattò consentì ad alcuni di noi, non a me, che sono entrato direttamente senza premio di maggioranza, ma ad alcuni di noi di entrare in Parlamento, cosi come ha consentito al Partito Democratico al tempo, di avere la maggioranza dei seggi alla Camera dei Deputati. Noi abbiamo scelto di essere coerenti rispetto al programma con il quale eravamo stati eletti, quel programma, Italia.Bene comune, è fatto , per far qualche esempio non prevedeva la cancellazione dell’ art. 18 così come non prevedeva i colpi inflitti alla scuola pubblica con la cosiddetta riforma della Buona scuola né il tentativo di stravolgere la Costituzione repubblicana per fortuna respinto dagli elettori il 4 dicembre, noi abbiamo semplicemente provato a fare, come io credo ciascuno di coloro che si misurano con il sistema della rappresentanza dovrebbe fare, cioè restare fedeli al mandato con il quale si è eletti a rappresentare i cittadini in particolare nel Parlamento della Repubblica; questo è il punto ed abbiamo, per questa ragione, scelto di mantenere una collocazione che avesse un principio di coerenza con quel programma, in questo caso la collocazione di opposizione.

Domanda:

A maggior ragione, considerando che lei è stato una delle colonne portanti, uno dei fondatori di Sinistra Ecologia e Libertà, queste sue ideologie verranno portate aventi nel tempo.

Pensa in tal proposito che le scissioni, iniziate già ai tempi di SEL e poi espanse in maniera esogena negli ambienti a voi circostanti, abbiano in qualche modo rafforzato la realtà e il pensiero fondante del vostro attuale partito oppure, con la nascita di Sinistra Italiana, questa ne è risultata indebolita?

Risposta dell’On. Fratoianni:

Le scissioni sono sempre un elemento di debolezza. Le scissioni però hanno a che fare talvolta con le idee e dunque non vanno sminuite, non vanno raccontate per quelle che non sono. Abbiamo avuto divergenze in alcuni passaggi importanti, divergenze rispetto al rapporto con il Governo, con il Partito Democratico e ripeto su questo ci sono determinate fratture che sono sempre dolorose, sono sempre un elemento che impoverisce, che andrebbe contrastato ma che spesso, a volte, almeno hanno a che fare con questioni di una qualche importanza. Dunque io non ne sono contento ma continuo a pensare che fosse non solo giusto ma necessario astenersi a un elemento di rispetto nei confronti non solo delle scelte che abbiamo fatto e dei programmi elettorali con il quale ci siamo presentati ma anche per le decine, anche per le centinaia di migliaia di persone che ci hanno dato il loro voto sulla base di quei programmi e non di soluzioni che andavano in aperta contraddizione con quelle scelte.

Domanda:

Ci è stato chiesto di provare ad immaginare quale modalità verrà utilizzata dal vostro partito, Sinistra Italiana, per la candidatura alle prossime elezioni politiche. Numerose indiscrezioni hanno evidenziato che non ci si concentrerà tanto sulle personalità quanto più sui contenuti.

Risposta dell’On. Fratoianni:

Si, naturalmente faremmo delle liste provando a tenere insieme due necessità, cioè cercheremo di mettere in campo, di proporre personalità, figure, che siano capaci di rappresentare, di incarnare un punto di vista, di esprimere un radicamento nel territorio, di essere portatori e portatrici, perché parliamo di uomini e di donne, di esperienze che abbiano la forza di una costruzione collettiva. Però il punto decisivo restano le idee, i programmi, le proposte. Io continuo a pensare, per quello che continuo a ripetere persino fino alla noia ogni volta, che il tema non siano mai soltanto le persone. Il tema sono invece quello dei contenuti che le persone portano avanti. Dunque è necessario un programma di svolta che a partire dalle questioni economico-sociali per arrivare al tema dei diritti, per arrivare alla grandissima, gigantesca questione ambientale, metta al centro il bisogno di un cambiamento radicale.

Domanda:

Per quanto riguarda questa legge elettorale, sono notevolmente cambiate le dinamiche elettorali per cui è probabile che a seguito delle elezioni verranno a coalizzarsi numerose forze politiche per poi ottenere la maggioranza. Non si assisterà più a quel fenomeno secondo cui l’elezione porterà a un vincitore ma il vincitore verrà poi a delinearsi in seguito alla formazione delle colazioni stesse. Si parla in queste ultime ore di un avvicinamento tra PD e il Movimento Democratico Progressista, questo potrebbe generare un ostacolo alla coalizione di centro-destra. Cosa potrebbe cambiare nelle vostre idee riguardo questo avvicinamento?

Risposta dell’On. Fratoianni:

Non mi pare che ci sia nessun avvicinamento per la verità. Ieri Renzi ha rilanciato la necessità di una coalizione, rivendicando la bontà delle politiche che rendono possibile quella coalizione, non si può dire “ci alleiamo con la Sinistra” e poi rivendicate il Job Acts, la buona scuola o sblocca Italia, sono quelle le ragioni principali per cui oggi quell’alleanza non è neanche in qualche modo pronunciabile. Questo avvicinamento non mi pare realistico e non mi preoccupa. In ogni caso per quel che ci riguarda, che riguarda Sinistra Italiana, la necessità di costruire sul terreno delle politiche un’alternativa netta, l’unica bussola al quale ci atterremo anche in vista delle prossime elezioni, delle aggregazioni possibili o auspicabili. Siamo disposti a discutere con tutti a patto però che la discussione si muova sul merito e non su formule astratte per lo più incomprensibile per le persone, per i cittadini di questo paese.



[1]http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S.

[2] http://elezionistorico.interno.it/.




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16 novembre 2017
Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Pd

IL PARTITO DEMOCRATICO nelle elezioni del 2013 si è presentato con una lista unitaria di centro sinistra denominata “ITALIA BENE COMUNE”, che vede come Leader Pier Luigi Bersani ed una coalizione alla CAMERA composta da: PD, SEL (sinistra ecologia libertà), Centro Democratico e SVP (Sudtiroler Volkspartei). Per quanto riguarda la coalizione al SENATO, vediamo PD, SEL, CD, Il Megafono-Lista Crocetta, PSI (Partito Socialista Italiano), Moderati.

La lista di centro sinistra ottiene 345 Seggi alla CAMERA con un 29,55% e 123 Seggi al SENATO con un 31,63% .

Nessuna delle coalizioni ha potuto ottenere una vittoria netta, determinando quindi un risultato senza precedenti nella storia e ampiamente discusso e commentato.

Vista la particolarità dell’esito delle elezioni, non si riuscì a formare un governo con il leader Bersani, quindi ci fu un governo formato da Enrico LETTA, che aveva l’appoggio dei seguenti Gruppi:

- PD

- NDC (Udc)

- Scelta Civica

- Psi à Partito socialista italiano

- Centro Democratico

- Popolari per l’Italia

Il 22 febbraio 2014 ci fu il giuramento di Matteo RENZI, (precedentemente Letta aveva dato le dimissioni) quindi vediamo come Presidente del Consiglio non più Letta ma Renzi; il nuovo presidente oltre ad avere la maggioranza che aveva il suo predecessore, ottenne l’appoggio esterno dei seguenti gruppi:

- ALA à Alleanza liberal popolare autonomie

- SVP *

- PAT * *Partiti Trentino Alto Adige

- UPT *

- Usei à Unione sud americana emigrati italiani

- Uv à unione valdostana

- Api à Alleanza per l’Italia

- Idv à Italia dei valori

- Maie à Movimento associativo italiani all’estero

In seguito ci fu un altro episodio che destabilizzò il governo, ossia il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016; La vittoria del No, (come preannunciato dal Presidente del Consiglio) portò il 7 dicembre le dimissioni proprio di quest’ultimo e il 12 il giuramento di Paolo GENTILONI.

Il governo del nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni è così composto:

Coalizione:

- PD

- AP à Alternativa Popolare (ex. Ndc – Alfano)

- CPE à Centristi per l’Europa

- PSI à Partito Socialista

- CI à Civici Innovatori (ex scelta civica)

- art. 1 MDP à Movimento Democratico e Progressista

Appoggio esterno:

- SVP

- PAT

- SA à Sinistra italiana

- UV

- Udc à Unione di centro

- Idv à Italia dei Valori

- Upt à unione per il Trentino

- Usei

- Moderati

- Lc à Liguria civica

- LPP à La Puglia in più

Nel corso della legislatura, il Partito Democratico ha assistito a diverse scissioni. Ad esempio nel 2015 vediamo come alcuni deputati lasciano il Partito Democratico, così anche nel 2016 e 2017. Ci accorgiamo nell’arco di questo triennio come nascono i seguenti Gruppi parlamentari:

2015 à anno caratterizzato dalla nascita di SINISTRA ITALIANA e POSSIBILE

2017 à Vediamo qui invece la nascita di MDP art. 1 e CAMPO PROGRESSISTA

Possibile ha come ispiratore Giuseppe Civati; Campo progressista viene fondato invece da Giuliano Pisapia.

Abbiamo a questo punto un quadro completo dei “mutamenti” che hanno investito il Partito Democratico.

Per quanto concerne invece l’elezione del Presidente della Camera e del Senato, bisogna attenersi alle seguenti discipline:

Come viene eletto il Presidente della CAMERA?

L’assemblea elegge il presidente.

Il presidente è eletto a scrutinio segreto a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto; qualora nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due deputati che abbiano riportato il maggior numero di voti.

Per la validità di questa seconda votazione è necessario che vi abbia partecipato almeno la metà + 1 dei componenti dell’assemblea. Nel caso di parità dei voti è eletto o entra in ballottaggio l’anziano come deputato e tra deputati di pari anzianità, il più giovane per età.

Gli organi elettivi, nonché i capigruppo nelle Commissioni e nelle Giunte sono rinnovati allo scadere del primo biennio in coincidenza con il rinnovo delle Commissioni permanenti della Camera e possono essere riconfermati. Gli eletti dopo il primo biennio, durano in carica fino al termine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

L’Assemblea costituita da tutte le deputate e i deputati iscritti al Gruppo delibera sulle iniziative del Gruppo i sede politica e parlamentare.

L’Assemblea si riunisce di solito una volta al mese, su convocazione del presidente o su richiesta di almeno un decimo degli iscritti al gruppo, per deliberare sulle materie iscritte all’ordine del giorno. L’assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi membri e delibera a maggioranza dei presenti. Le votazioni hanno luogo di norma per alzata di mano; sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardante persone.

Come viene eletto il Presidente del SENATO?

L'assemblea elegge il Presidente.

Il Presidente è eletto a scrutinio segreto ed a maggioranza dei due terzi dei componenti del Gruppo, tra i candidati proposti da almeno un decimo dei componenti del Gruppo. Ove dopo il terzo scrutinio nessuno dei candidati abbia raggiunto il previsto quorum dei due terzi, si procede, entro i successivi otto giorni, al ballottaggio tra i due candidati più votati e risulta eletto chi ottiene il maggior numero di voti. Le prime tre votazioni si svolgono consecutivamente.

Il Presidente e i componenti dell’Ufficio di Presidenza, del Direttivo e i Revisori dei Conti sono eletti all’inizio della legislatura. Essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. Gli organi ricostituiti dopo il primo biennio durano in carica fino alla fine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

Su questioni che riguardano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana e le convinzioni etiche di ciascuno, i singoli Senatori possono votare in modo difforme dalle deliberazioni dell’Assemblea del Gruppo ed esprimere eventuali posizioni dissenzienti nell’Assemblea del Senato a titolo personale, previa informazione al Presidente o ai Vice Presidenti del Gruppo. 4 6. I Senatori del Gruppo hanno il dovere di partecipare ai lavori dell’Assemblea, delle Commissioni, delle Giunte e di prendere parte alle relative votazioni. Le assenze devono essere autorizzate dal Segretario d’Aula e, se ingiustificate e reiterate, sanzionate dal Direttivo.

L’Assemblea è convocata dal Presidente di propria iniziativa, ovvero, obbligatoriamente, su deliberazione del Direttivo o su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo. In tali casi la richiesta deve contenere l’indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno e il Presidente è tenuto a convocare l’Assemblea non oltre il quinto giorno dal ricevimento della richiesta. 4. L’Assemblea delibera con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti, computando tra questi anche gli astenuti. Quando le deliberazioni riguardano materie eticamente sensibili o di particolare rilievo ai fini dell’attuazione dei principi costituzionali, su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo, l’Assemblea delibera con la maggioranza dei due terzi dei componenti.

L’ultimo quesito che ci è stato posto è stato: “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”

Questa è una bellissima domanda che può rivelarsi quasi un arcano! Ad oggi la situazione risulta un po’ complessa se la si vede da varie angolazioni. Dal 2013 fino ad oggi con tutte le mutazioni avvenute dall’allora lista elettorale di centro-sinistra all’attuale composizione della maggioranza sono cambiate un po’ di cose, principalmente gli equilibri politici.

Squilibri che notiamo dati i trascorsi degli ultimi anni riguardo i gruppi parlamentari di Camera e Senato, dei quali abbiamo già parlato menzionando anche le nuove formazioni politiche e i nuovi gruppi nati principalmente dai fuoriusciti dal Partito Democratico.

Con la situazione attuale si riscontrano non poche difficoltà rispetto alla composizione delle future alleanze.

Nel centro-sinistra abbiamo da una parte il Partito Democratico, il quale ha l’elettorato più ampio e dall’altra le varie formazioni politiche già citate ( Possibile, MDP, SI, Campo Progressista).

Assistiamo tutti i giorni ad aperture e trattative le quali sembrano più di facciata che altro. Due esempi su tutti, la presunta apertura avvenuta negli ultimi giorni tra Speranza (MDP) e Renzi (PD), naufragata in meno di 24 ore, altro esempio quella tra il Partito Democratico e Campo Progressista di Pisapia, anche questa azione non sembra essersi risolta nel migliore dei modi.

Tornando al punto della riflessione e guardando al centro-sinistra e alle composizioni attuali si può pensare ad una lista del Partito Democratico e ad un’altra che racchiude le forze politiche precedentemente menzionate. Si auspicherebbe l’apertura di un tavolo di trattativa con l’obiettivo di riunire le varie posizioni facendole convogliare in una lista unitaria, purtroppo attualmente questa azione sembra avere pochi spazi di dialogo.

Rispetto alla domanda inziale, “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”, beh, si potrebbe rispondere con un grandissimo punto interrogativo, l’unica certezza, espressa da più esponenti del nostro partito, è che il candidato “naturale” (come ribadito anche dal Ministro Minniti) rimane Matteo Renzi, già Presidente del Consiglio e attualmente Segretario del PD. Tali prese di posizione potrebbero essere delle pregiudiziali a future alleanze quindi auspichiamo che anche la nostra formazione politica valuti tutte le posizioni e magari possa far fare un passo indietro a personalità di spicco al fine di poter arrivare ad un accordo programmatico unitario con tutto il centro-sinistra. Per il resto non ci resta che vedere come procederà la situazione nei prossimi mesi, ci auspichiamo che qualche tavolo nasca soprattutto dopo il risultato delle elezioni siciliane che per il PD e per tutto il centro sinistra sono state un duro colpo. Solo con l’unità del centro sinistra traghettato dal Partito Democratico si potrà puntare alla vittoria elettorale. Staremo a vedere, comunque per ora la situazione lascia un grande interrogativo.




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15 novembre 2017
Lezione n. 23

Lezione n. 23

1. Le coalizioni nella nuova legge elettorale

La legge n. 170/2005, anche detta Legge Calderoli, prevedeva che le coalizioni politiche dovessero avere in comune per presentarsi all’elezioni:

· Programma elettorale

· Capo di coalizione comune

· Simbolo comune

Con la nuova legge elettorali per le coalizioni gli obblighi precedentemente elencati decadono: si indica solo il capo di ciascuna forza politica, non della coalizione.

Con la nuova legge elettorale le coalizioni fra le varie liste sono:

· Uniche a livello nazionale

· Le liste coalizzate sono obbligate a presentare un solo candidato in ciascun collegio uninominale che non ha un simbolo proprio.

Per favorire l’uguaglianza di genere nei collegi plurinominali i candidati di ciascuna lista deve seguire l’alternanza di genere e nel complesso dei collegi uninominali e nei capilista dei collegi plurinominali i candidati non possono superare il 60% di un genere.

Le liste minori possono competere di fatto solo nella parte di collegi plurinominali dove si applica il proporzionale eleggendo solo il capolista.

Nel Testo Unico della Camera, valido anche per il Senato, le coalizioni sono regolamentate dall’Art. 14 bis:

2. Le modifiche proposte per il Regolamento Senato.

Al regolamento del senato sono state proposte dalla Giunta del Regolamento alcune modifiche di cui le più salienti sono:

· Art 14 dove si afferma che ciascun gruppo deve rappresentare un partito, anche risultante dall’aggregazione di più partiti, che abbiano presentato all’elezione del Senato propri candidati con il medesimo contrassegno. Nel caso più partiti abbiano presentato all’elezioni congiuntamente liste di candidati con il medesimo contrassegno, può essere costituito un solo Gruppo. E’ ammessa la costituzione di gruppi autonomi, composti da almeno 10 senatori, purché vengano rispettati i criteri precedentemente elencati. L’unica eccezione al numero minimo di 10 senatori per gruppi è data ai senatori che rappresentano le minoranze linguistiche legalmente riconosciute che possono un gruppo al senato con almeno 5 componenti.

· Art 15 dove si afferma che si possono creare nuovi gruppi durante la legislatura solo se “risultati da gruppi già costituiti”

· Art 27 dove si afferma che i componenti dell’Ufficio di Presidenza decadano dall’incarico se cambiano Gruppo.




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15 novembre 2017
Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Mdp

MDP

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista è un partito politico italiano fondato il 25 febbraio 2017, in seguito a una scissione dal Partito Democratico promossa da alcuni esponenti della sua componente di sinistra. Il nome si riferisce all'articolo 1 della Costituzione italiana, che definisce l'Italia «una repubblica democratica fondata sul lavoro» e afferma il principio della sovranità popolare. I leader di spicco di questo nuovo partito sono: Roberto Speranza, Arturo Scotto, Enrico Rossi, Pier Luigi Bersani; altri membri rappresentativi sono Massimo D'Alema, Claudio Fava, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Vincenzo Visco e Flavio Zanonato.

In riferimento all’ideologia di tale partito, Il Manifesto dei Valori spiega che si tratta di un «un movimento aperto» che serva a «costruire e radicare in tutte le comunità un campo di esperienze democratiche e progressiste legate alle culture socialiste, liberali, cristiano-democratiche e ambientaliste, al mondo civico dell'associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale» e, in definitiva, per «ricostruire un centrosinistra plurale». I suoi riferimenti culturali sono innanzitutto riconducibili alle moderne tesi socialdemocratiche, con particolare riferimento alla lotta alla precarietà, al ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ai nuovi diritti, alla piena uguaglianza, che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà, all'integrazione europea, alla laicità, alla non-violenza e alla salvaguardia dell'ambiente. L'obiettivo che si è posto con la creazione di Mdp è stato la nascita di un nuovo centro-sinistra aperto e plurale, certamente consapevole dei valori costituzionali dell'Antifascismo e della Resistenza, in grado di dare rappresentanza a quelle fasce della società tradizionalmente vicine (dipendenti pubblici, insegnanti, mondo della cultura, operai, giovani), sulla scia de L'Ulivo e dai valori che lo hanno significativamente contraddistinto.

La maggior parte dei componenti di questa formazione politica è stata eletta, nelle elezioni del 2013, all’interno delle liste del Partito Democratico. Alla vigilia delle elezioni, il leader della coalizione di centro sinistra era Pierluigi Bersani, il quale, a seguito delle elezioni si è dimesso. Dopo le primarie vinte da Renzi, il partito è stato lacerato da una lotta interna tra la maggioranza vincitrice, i così detti “renziani” e le componenti più a sinistra, critiche con Renzi; è dalla scissione di questa componente che è nato Mdp. Alla Camera il gruppo mdp conta 37 deputati, dei quali, la maggior parte è costituita da deputati provenienti dal PD, alcuni del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia libertà, uno del gruppo Civici e Innovatori, due del gruppo misto e uno proveniente dalla componente politica Alternativa Libera-Possibile. Per quanto riguarda il senato, 14 dei 16 componenti del gruppo, proviene dalle file del PD; i restanti due, sono fuoriusciti dal M5S.

Secondo quanto sancito dall’art 14 del Regolamento del Senato, il gruppo è composto da tutti coloro che vi hanno aderito in data 28 febbraio 2017. L’adesione di altri senatori è deliberata, a maggioranza assoluta, dall’Assemblea del gruppo. Secondo l’art. 5 del Regolamento, su questioni che riguardano i principi fondamentali della Costituzione, i singoli senatori possono votare in modo difforme dalle deliberazioni dell’Assemblea del Gruppo ed esprimere eventuali posizioni dissenzienti nell’Assemblea del Senato, a titolo personale, previa informazione al Presidente del Gruppo.

Gli organi del Gruppo sono: l’Assemblea, il Presidente, il Tesoriere e l’Ufficio di Presidenza. Il Presidente, il Vicepresidente, il Tesoriere e i componenti dell’Ufficio di Presidenza sono eletti dall’Assemblea e rimangono in carica fino alla conclusione della legislatura. Il Presidente è eletto a scrutinio segreto tra i candidati proposti da almeno un decimo dei componenti del gruppo; in caso di parità prevale il/la più anziano/a. Ai sensi dell’art.11, “in caso di assenze ingiustificate e reiterate o per gravi violazioni del presente regolamento”, l’Assemblea, su proposta del presidente, può ricorrere a un richiamo orale, a un richiamo scritto o all’esclusione del gruppo. Il regolamento può essere modificato soltanto con deliberazione dell’Assemblea, assunta, con voto palese, a maggioranza dei 2/3 dei componenti del gruppo.

Anche se mancano ancora diversi mesi alle elezioni politiche, impazzano i sondaggi politici che cercano di descrivere l’attuale situazione dei partiti. A tal proposito, dopo aver riscontrato un buon successo al momento della sua creazione, il Movimento Democratici e Progressisti ha registrato nel tempo una flessione che ha portato il partito ad essere pericolosamente vicino a scendere sotto la soglia di sbarramento. L’ultimo sondaggio politico, realizzato a inizio novembre, ha evidenziato, infatti, un MDP al 3%. Anche alla luce della nuova legge elettorale, la quale costringe il voto popolare in un sistema misto fra collegi maggioritari e distribuzione proporzionale dei seggi, una lista unica con il resto della sinistra appare una scelta inevitabile e tutto al momento farebbe propendere per questa soluzione. La situazione politica italiana, dunque, al momento è più che mai confusa. Con il Campo Progressista di Giuliano Pisapia che sembrerebbe aver scelto di correre assieme al PD, a MDP non rimane, quindi, che ricompattare tutta la sinistra facendo una lista unica, visto che una coalizione per entrare in Parlamento dovrebbe ottenere almeno il 10%. Alla luce del Rosatellum-bis, dunque, per MDP sarà quasi obbligatorio far fronte comune con il resto della sinistra, altrimenti la soglia di sbarramento potrebbe diventare un ostacolo difficile da superare e rischierebbe di non entrare in Parlamento.

A tal proposito, il 23 settembre scorso, a Reggio Emilia, si è tenuto il festival di Sinistra Italiana, dove hanno partecipato anche Pippo Civati (Possibile), Pierluigi Bersani (MDP), Tomaso Montanari (Brancaccio), Maurizio Acerbo (rifondazione comunista). In questa occasione le diverse anime della sinistra si sono sedute sul palco per discutere di un tema importante: quello che, ora più che mai, vede la sinistra come motore di cambiamento e innovazione. Insieme agli altri esponenti dei gruppi di sinistra sopracitati, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha chiesto un gesto di coerenza alla sinistra, un gesto che dia luogo a un patto politico ed elettorale delle forze che condividono idee e valori che si richiamano alla sinistra. Il fine è quello di creare una lista unitaria per le elezioni politiche del 2018, che si ponga alla sinistra del Pd; un raggruppamento elettorale, dunque, che terrebbe insieme Mdp, Campo progressista, Sinistra Italiana e Possibile.

Proprio in quest’ottica, dopo le elezioni in Sicilia, il giorno 7 novembre, nella direzione nazionale del Movimento Democratico e Progressista è stato approvato un documento programmatico, chiamato “road map”, dove si parla della creazione di una lista unica di sinistra. Lo stesso testo ora deve essere votato dai possibili alleati; la data prevista è il 2 dicembre 2017, fino ad allora ci saranno delle assemblee nazionali. Il documento, illustrato da Guglielmo Epifani durante la direzione Mdp, è stato approvato all'unanimità: l’obiettivo è quello di un'alleanza civica di sinistra che segni discontinuità con le politiche adottate finora dal PD. Il documento sarà ora sottoposto alle assemblee provinciali che si stanno tenendo e che si concluderanno il 19 novembre, data prevista per l'assemblea nazionale del partito. Secondo Massimo D'Alema: "Ci impegniamo a partecipare insieme alle prossime elezioni politiche con una proposta che punti a cambiare la vita delle persone e restituire speranza a milioni di cittadine e cittadini che oggi non si sentono più rappresentati". E' lo spirito con il quale Mdp guarda alle prossime elezioni del 2018, messo nero su bianco in un documento presentato nella direzione. L'intento è costruire "un progetto 'credibile solido e autonomo", che punti a "riconnettere sinistra e società per ribaltare rapporti di forza sempre più favorevoli alla destra in tutte le sue articolazioni. Mdp si rivolge al civismo, a chi è quotidianamente impegnato nell'associazionismo a tutti coloro che hanno bisogno di una politica diversa per risollevarsi, ma anche a tutti coloro che sono portatori di competenze che non trovano occasione per metterla in pratica, così come a quanti sono riusciti a superare la crisi ma non si rassegnano ad un Paese delle diseguaglianze".

L'uscita del presidente del Senato dal gruppo Pd dopo il via libera alla legge elettorale pesa sul dibattito interno al centrosinistra. E' proprio quello di Pietro Grasso il nome più gettonato da parte di Mdp. Lo stesso Guglielmo Epifani, ex compagno di partito sottolinea: "Il suo è un nome civico, è un uomo che da magistrato si è battuto sul terreno più impegnativo, la lotta contro la mafia, ed è una carica istituzionale importante. Noi guardiamo con rispetto a quello che il Pd decide. Noi non c'entriamo. Quando avrà deciso valuteremo".

Montanari, leader di Brancaccio, e Falcone, leader di Alleanza Popolare per la democrazia e l'uguaglianza, però, hanno deciso di tirarsi fuori dal progetto di una lista unica, criticando il fatto che Mdp avesse già scelto il leader (Grasso) e avesse già raggiunto un accordo di massima con SI e Possibile sulla composizione delle liste.

Inoltre, dopo il documento approvato nella direzione dem di lunedì 13 novembre, Renzi ha incaricato Piero Fassino di inviare un messaggio a tutti i leader degli schieramenti a sinistra del PD (SI, Possibile e MDP) per creare una larga coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni del 2018. MDP, Sinistra Italiana e Possibile hanno deciso di dare una risposta unitaria e entro giovedì dovrebbe esserci un incontro.

Che alle prossime elezioni ci sarà una lista di sinistra non è comunque ancora un dato certo, anche perché non sarà facile tenere dentro tutte le forze politiche di sinistra alternative al Pd. Di sicuro è quel che vogliono D'Alema e Bersani, che le tenteranno tutte per evitare due liste concorrenti a sinistra del PD.

Ilaria Tedesco

Armideo Ottavi

Cristina Salvati




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14 novembre 2017
Lezione 22

Lezione 22 diritto parlamentare

La lezione di diritto parlamentare di oggi ha avuto come tema “Raccontare il Parlamento. Il punto di vista dei lobbisti” e ha visto l’intervento di Massimo Micucci, fondatore della lobby “Reti”, e Antonio Iannamorelli, direttore operativo della stessa.

Il primo intervento è stato quello di Iannamorelli ed è stato incentrato su “La rappresentanza degli interessi particolari nel procedimento di formazione delle leggi”. Una lobby si occupa del processo decisionale “sostanziale”, ovvero ciò che realmente avviene nel Parlamento quando questo prende le decisioni. Il lavoro di Iannamorelli si può trovare facilmente cercando l’hashtag su Twitter #openbilancio. Il lavoro delle lobbies inizia da una fase analitica. Analisi della problematica che vanno a rappresentare; si divide principalmente in queste domande:

· Su chi impatta? (ogni decisione ha i suoi FAVOREVOLI /CONTRARI)

· Su quali territori, in particolare, impatta? (Settori produttivi che incidono in determinati territori piuttosto che in altri, importanza del territorio).

· Che costi ha?

· Che risparmi genera? Alcune cose formalmente hanno un costo ma generano un risparmio).

· Qual è il posizionamento dell’opinione pubblica rispetto alla nostra posizione? (In base al posizionamento dell’opinione pubblica, il lobbista crea la sua strategia. I lobbisti mantengono una posizione di dialogo, non svolgono il ruolo di avvocati).

· Qual è il veicolo normativo adatto (DDL di iniziativa parlamentare, Emendamento a proposta in corso di approvazione, Legge Delega, Provvedimento ricorrente, Decreto Legislativo in via di emanazione, Omnibus)?

Fasi fondamentali per il buon lavoro di un lobbista: Monitoraggio normativo; mappatura dei decisori; mappatura degli stakeholders (terze parti); mappatura degli influencers (Opinion leaders, giornalisti, media online e offline).

Fase strategica:

· Incontri eventuali (preliminari, per saggiare il terreno; tecnici, per approfondire).

· Scelta del veicolo normativo.

· Costruzione di un position paper.

· Drafting base della proposta.

· Definizione del piano di engagement dei Key Decision Makers (Parlamento, Governo (politica), Governo (tecnica)

· Individuazione del/dei drivers (soggetto che si farà portabandiera della “battaglia”)

· Definizione del piano di stakeholders engagement

· Definizione del piano di influencers engagement / Media relation / advocacy

Fare lobbying rientra nelle garanzie di tutela dei cittadini in quanto il parlamentare, dovendo con buone probabilità essere rieletto, non ha interesse nel “vendersi”. Il rapporto ordinario lobby-decisori si misura sull’opportunità per il decisore di aumentare il proprio bacino elettorale. Il driver è la persona che non si limita a firmare ma dovrà far valere il suo peso politico per portare avanti la causa. Il driver non deve tirarsi indietro.

FOCUS: POSITION PAPER:

-INTRODUZIONE GENERALE

-PROPOSTA /POSIZIONE

-IMPATTO POSITIVO NEL PARTICOLARE

-IMPATTO POSITIVO IN QUADRO GENERALE

-COSTI /RISPARMI

ALLEGATI UTILI:

NUMERI E DATI A CONFORTO DELLE TESI SOSTENUTE

RASSEGNE STAMPA (ESSENZIALI à Comprovano al decisore che la questione è di interesse pubblico).

EVENTUALI ESTRATTI DI DOCUMENTI DI TERZE PARTI O DI ALTRI ATTI

PARLAMENTARI / EVENTUALE CONFRONTO CON ALTRI PAESI OCCIDENTALI DA CUI SI INTENDE MUTUARE IL MODELLO PROPOSTO.

Se si opta per un emendamento ad un testo in discussione, più l’interesse è particolare, più il drafting deve essere criptico per evitare eventuali strumentalizzazioni.

Più, invece, l’interesse particolare si colloca in generale su temi ad alto tasso di mobilitazione, più è utile essere chiari.

Importantissima è la cosiddetta “trappola del consenso”:

· L’interesse rappresentato, da interesse particolare diventa un pezzo di un interesse generale.

· Soggetti rilevanti, nell’ambito del corpo elettorale di riferimento del decisore, si esprimono favorevolmente.

· Soggetti autorevoli, confermano con propri scritti, atti o prese di posizione l’impatto positivo della proposta

· Opinione pubblica e’ in qualche modo mobilitata

· Chiarezza degli schieramenti in campo

FASE OPERATIVA: ESECUZIONE DEL PIANO DI INCONTRI CON INTERLOCUTORI “FILTRATI”

Attraverso mappatura (fase analitica) e definizione (fase

Strategica).

-eventualmente organizzazione di eventi, seminari, presentazione di studi, numeri e dati.

Engagement del primary - driver (maggioranza) e del secondary driver (minoranza)

-condivisione della strategia operativa con i drivers, rapporto diretto con il cliente.

Engagement delle terze parti

-responsabilizzazione dei decisori verso un pubblico vasto

Engagement degli influencers

-attività di media relations tesa a far sentire pressione/riconoscimento

L’ intervento di Iannamorelli si è concluso con alcuni esempi della loro attività di lobbying.

A seguire, è intervenuto Massimo Micucci, il quale ci ha illustrato il rapporto tra comunicazione, con uno sguardo in particolare ai social network, e lobby. Per come è configurata la nostra società contemporanea, molta attività legislativa si svolge al di fuori del Parlamento. Il potere della comunicazione è molto forte. Ogni decisore è immerso in una società dove internet è il paradigma. Da un’attività di monitoraggio, la società sta arrivando a rivestire un ruolo di policy maker. Le scelte politiche sono frutto di collaborazioni tra diversi fattori. Micucci ci ha introdotto il concetto di policy 4.0. Nella sua opinione, bisogna “educare il government agli interessi e gli interessi al government”. L’intervento di Micucci si è concluso con alcuni popolari esempi di influenza dell’opinione pubblica e di internet su alcuni importanti casi di leggi frutto degli interessi dei gruppi di pressione, tra cui: Referendum sull’acqua pubblica, referendum sulla trivellazione, questione del monopolio da parte della SIAE dei diritti d’autore, la Webtax e il caso TAP in Italia.





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