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POLITICA
10 settembre 2009
Mozione Franceschini guarda vanti con coraggio

Pd, Ceccanti: Mozione Franceschini guarda vanti con coraggio

Roma, 10 SET (Velino) - "Quella di Franceschini e' una mozione, in quella di Bersani ce ne sono due configgenti". Lo scrive il senatore del Pd Stefano Ceccanti sul suo blog, www.ceccanti.ilcannocchiale.it, illustrando le motivazioni che lo spingono a sostenere la candidatura di Dario Franceschini alla segreteria del Pd. "Nella mozione Franceschini per cambiare l'Italia c'e' un modello di partito in cui gli iscritti predispongono le alternative e gli elettori decidono, aprendo alla piu' ampia partecipazione, che ha una vocazione maggioritaria dando un orientamento forte alle coalizioni a cui partecipa e che per questo propone il collegio uninominale maggioritario. In Bersani c'e' un'oscillazione molto forte tra il discorso di investitura che era coerente in senso opposto alla mozione Franceschini e il testo della mozione corretto significativamente ma non senza ambiguita'. Si oscilla tra partito degli iscritti e degli elettori, tra mantenimento e smantellamento del bipolarismo". "Nella mozione Franceschini - continua Ceccanti - c'e' la vera continuita' con l'Ulivo, in quella Bersani la nostalgia dell'Unione. Se si vuole vincere le elezioni per applicare un programma riformista non si puo' e non si deve ripartire dall'Unione, che ci aveva portato con le amministrative del 2007 al 21 per cento dei voti, ma dal dato positivo, pur insufficiente, della ripresa avuta con le Politiche del 2008". Altro motivo che l'esponente del Pd porta a sostegno di Franceschini e' quello che "se c'e' un rapporto strutturato con gli elettori il Pd e' davvero piu' solido. Il discorso di investitura di Bersani voleva tornare indietro dalle primarie per il segretario (gli elettori del Pd sono stati definiti da D'Alema 'invasori' del partito), nel testo definitivo della sua mozione si parla genericamente di nuove regole sulla base dell'albo degli elettori. I casi sono due: o si e' fatta marcia indietro oppure che per votare bisogna iscriversi tempo prima rispetto alle primarie. La stessa ambiguita' si registra a proposito delle primarie di coalizione. Nella mozione Bersani si precisa che il Pd partecipa alle primarie di coalizione 'con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti'.
Anche qui non e' chiaro se non si vuole cambiare nulla o se si vuole alludere all'idea verticistica per cui decidono gli organismi dirigenti con forme di consultazione non vincolante degli iscritti".
Secondo Ceccanti serve poi "superare il berlusconismo in avanti". "Franceschini - spiega - propone un sistema in cui un grande partito di centrosinistra sta in coalizioni omogenee e relativamente ristrette, analogamente al sistema bipolare strutturato che e' nato con le elezioni del 2008, con regole piu' adeguate imperniate sul collegio uninominale maggioritario. Molti sostenitori di Bersani sponsorizzano da tempo il sistema tedesco che comporterebbe uno smantellamento del bipolarismo.
Insomma - conclude Ceccanti -, mentre la mozione Franceschini fa propria la scelta che fu di Abramo di incamminarsi con coraggio verso un futuro inespolorato, la mozione Bersani resta incerta se fare quella scelta o quella opposta di Ulisse, che si limita a ritornare al punto di partenza".

Pd, Ceccanti: Panebianco conferma validita' Franceschini

Roma, 10 SET (Velino) - "L'intervento di oggi di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, al di la' delle prese di posizione sulle singole questioni, conferma la giustezza della mozione Franceschini". Lo dichiara Stefano Ceccanti, senatore Pd. "Anzitutto - continua Ceccanti - il voler perseguire con maggiore coerenza la linea della 'vocazione maggioritaria', anziche' tornare alle logiche delle coalizioni eterogenee modello Unione, spesso rimpiante da molti dei sostenitori della mozione Bersani. Panebianco individua poi correttamente le differenti impostazioni culturali tra le due mozioni: mentre Franceschini punta su un grande partito di centrosinistra capace di convincere direttamente molti elettori che oggi votano per il centrodestra, larga parte della mozione Bersani, in primis D'Alema, e' vittima di una continuita' minoritaria con una parte della sinistra italiana e ritiene quindi necessario delegare a partiti centristi la vittoria elettorale, concedendo persino la Presidenza del Consiglio. Ci sarebbe cosi' - specifica Ceccanti - come sempre, una doppia verita': un partito piu' ristretto per soddisfare gli iscritti piu' tradizionali, ma poi la massima spregiudicatezza nel costruire alleanze per vincere le elezioni, fatalmente destinate pero' a esplodere una volta al Governo. Nei prossimi giorni dobbiamo riuscire a far emergere piu' chiaramente queste differenze strategiche".


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permalink | inviato da stef1 il 10/9/2009 alle 16:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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