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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
POLITICA
26 maggio 2010
Perché difendo Cundari
Perché difendo Cundari sulla base di Murray e Pio XII, mentre Stella sembra un pò Ottaviani
Francesco Cundari ha scritto una nota su Left Wing.
Si è posto il problema, come aveva fatto Augusto Barbera sul Corriere e come in varie sedi ha fatto il Pd, sin dal programma elettorale, se sia giusto che in un corto circuito mediatico-giudiziario, i giornalisti possano pubblicare intercettazioni illecitamente uscite dalle procure perché segrete e comunque non attinenti a reati solo per un intento di moralizzazione.
Non ha negato il valore del giornalismo di inchiesta che autonomamente, con proprie ricerche, mette in discussione comportamenti politicamente discutibili, ancorché giudiziariamente irrilevanti.
Né, se capisco bene, ha messo in discussione che chi ha responsablità politiche o un ruolo latamente pubblico abbia diritto a una protezione minore del semplice cittadino.
Si è chiesto se un fine morale, anche il più alto, giustifichi un mezzo illegale e, in ultima analisi, la violazione della Costituzione, dove si afferma tra l'altro la segretezza delle comunicazioni personali (art. 15).
Nel momento in cui difendiamo l'obbligatorietà dell'azione penale e il diritto di cronaca è giusto non essere unilaterali enon scordarci che la Costituzione è un insieme di garanzie. Rinvio su questo sempre all'intervista di Barbera.

Stamani Gian Antonio Stella sul Corriere ha sostanzialmente detto che Cundari ragiona per conto di D'alema (che ha sempre odiato i giornalisti) e che tutto sommato, pur di reprimere il cinismo, che non è reato, ogni mezzo è buono.
Lasciamo da parte D'alema che stavolta non c'entra granché. Le intercettazioni stanno al Senato e testimonio che forse il parlamentare con cui Cundari ha parlato di più sul tema sono io, che, notoriamente, non sono molto in sintonia con D'Alema, né disprezzo i giornalisti.
Subito dopo Stella ho aperto le pagine di un grande gesuita, costituzionalista liberale, John Courtney Murray, il principale estensore della dichiarazione conciliare sulla libertà religiosa. Negli anni precedenti era stato inquisito dal cardinal Ottaviani, secondo il quale solo la Verità aveva diritti e l'Errore nessuno. Queste parole di Ottaviani e anche lo stile un pò inquisitorio assomigliano ad alcuni argomenti del pezzo di Stella.
Murray, sulla base della Costituzione americana e delle sue radici cristiane, spiega che, senza cadere nel relativismo, i diritti spettano alle persone e non a entità impersonali come la Verità e l'Errore e come la preoccupazione di contrapporsi a Stati laicisti non giustifica queste forzature.
Il diritto di immunità dalla coercizione statale perdura anche in chi non accoglie quella che per noi è la verità. Richiama anche a propria difesa un discorso di Pio XII del 1953, che si presta bene alla difesa di Cundari. E' qui sotto, l'integrale è qui http://www.vatican.va/holy _father/pius_xii/speeches/ 1953/documents/hf_p-xii_sp e_19531206_giuristi-cattol ici_it.html

(La realtà) " mostra che l'errore e il peccato si trovano nel mondo in ampia misura. Iddio li riprova; eppure li lascia esistere. Quindi l'affermazione : Il traviamento religioso e morale deve essere sempre impedito, quando è possibile, perchè la sua tolleranza è in sè stessa immorale — non può valere nella sua incondizionata assolutezza. D'altra parte, Dio non ha dato nemmeno all'autorità umana un siffatto precetto assoluto e universale, nè nel campo della fede nè in quello della morale. Non conoscono un tale precetto nè la comune convinzione degli uomini, nè la coscienza cristiana, nè le fonti della rivelazione, nè la prassi della Chiesa. Per omettere qui altri testi della Sacra Scrittura che si riferiscono a questo argomento, Cristo nella parabola della zizzania diede il seguente ammonimento : Lasciate che nel campo del mondo la zizzania cresca insieme al buon seme a causa del frumento (cfr. Matth. 13, 24-30). Il dovere di reprimere le deviazioni morali e religiose non può quindi essere una ultima norma di azione. Esso deve essere subordinato a più alte e più generali norme, le quali in alcune circostanze permettono, ed anzi fanno forse apparire come il partito migliore il non impedire l'errore, per promuovere un bene maggiore."


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permalink | inviato da stef1 il 26/5/2010 alle 23:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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