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POLITICA
2 febbraio 2011
ART.41; GOVERNO SPIEGHI QUALI LIBERALIZZAZIONI SONO IMPEDITE

Dichiarazione più interrogazione su revisione art. 41

ART.41; GOVERNO SPIEGHI QUALI LIBERALIZZAZIONI SONO IMPEDITE

dichiarazione del senatore Stefano Ceccanti (PD)

Dal momento che Berlusconi e Tremonti hanno annunciato in pompa magna per il Consiglio dei Ministri un disegno di legge costituzionale per modificare l'equilibrato articolo 41 della costituzione, elaborato nel 1947 soprattutto da due costituenti, il democristiano Paolo Emilio Taviani e il socialdemocratico Meuccio Ruini, ho presentato un'interrogazione per sapere con esattezza quali precise liberalizzazioni sarebbero impedite dal vigente articolo 41 e che ora si vorrebbero perseguire e chi abbia fornito e su quali basi le interpretazioni dell'articolo 41 che le impedirebbero. In assenza di risposte puntuali e dettagliate non potremmo che confermare l'impressione già ben fondata di un uso meramente propagandistico della revisione della Costituzione".

 

Interrogazione a risposta orale

Al Presidente del Consiglio

Al Ministro dell'Economia e delle Finanze

Premesso che

il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell'Economia e Finanze hanno preannunciato per venerdì un importante disegno di legge costituzionale di revisione dell'articolo 41 della Costituzione, che sarebbe a loro avviso necessario per avviare successive liberalizzazioni con legge ordinaria;

in sede di Assemblea Costituente il testo del vigente articolo 41 della Costituzione risultò com'è noto da un'ampia convergenza sulla base del contributo decisivo di Paolo Emilio Taviani (Dc) e di Meuccio Ruini (Democrazia del lavoro, di ispirazione socialdemocratica );

che nello specifico Taviani distinse la posi­tiva con­ver­genza su for­mule equi­li­brate tra pub­blico e pri­vato dalle estre­miz­za­zioni in un senso o nell‘altro e che la neces­sa­ria e posi­tiva ela­sti­cità della Costi­tu­zione non poteva arri­vare a com­pren­dere for­mule che apri­vano «la strada alla pia­ni­fi­ca­zione inte­grale dell‘economia» (9 maggio 1947, Atti - pag. 3789);

che Meuccio Ruini precisava nello stesso senso che si trat­tava di dare mar­gini ragio­ne­voli al legi­sla­tore suc­ces­sivo tagliando fuori solo il «comu­ni­smo puro» e il «libe­ra­li­smo puro» (13 maggio 1947, Atti - pag. 3935);

che nella medesima sede furono respinti gli orientamenti statalisti più radicali, tra cui quello espresso dall'emendamento Montagnana per il Pci (firmato altresì da Foa, Pajetta, Pesenti, Grieco e Laconi) che concentrava l'attenzione quasi esclusiva della decisiva seduta pomeridiana del 9 maggio 1947 e che recitava: «Allo scopo di garan­tire il diritto al lavoro di tutti i cit­ta­dini, lo stato inter­verrà per coor­di­nare e diri­gere l‘attività pro­dut­tiva, secondo un piano che dia il mas­simo ren­di­mento per la col­let­ti­vità» (9 maggio 1947, Atti - pagg. 3775/3798) e, peraltro, il 13 maggio fu anche modificato un ulteriore emendamento dello stesso tenore, ma più limitato, primo firmatario il socialista Arata, che avrebbe portato all‘inserimento della parola “piani” nell‘ultimo comma (Atti - pagg. 3932/3942);

che la giu­ri­spru­denza costi­tu­zio­nale ha pro­se­guito sulla linea di Taviani e Ruini, dando inter­pre­ta­zioni mode­rate della «uti­lità sociale», di cui al secondo comma, non­ché dei pro­grammi e dei con­trolli del comma suc­ces­sivo, rite­nendo ille­git­tima la ridu­zione dell‘iniziativa pri­vata a «resi­duale» e con­ce­pendo il ruolo dello Stato come agente «per incen­tivo» anzi­ché per obbligo, come com­men­tava puntualmente Vit­to­rio Bache­let già nel 1961 anno­tando la prima sen­tenza in cui l‘art. 41 era stato ampia­mente uti­liz­zato, non casualmente con esiti anti-dirigisti. Una ten­denza notoriamente accen­tua­tasi coi Trat­tati euro­pei;

si chiede di sapere con esattezza quali precise liberalizzazioni sarebbero impedite dal vigente articolo 41 e che ora si vorrebbero perseguire e chi abbia fornito e su quali basi interpretazioni dell'articolo 41 che le impedirebbero, onde evitare di dare anche solo l'impressione di proporre una riforma di un importante articolo della Costituzione a meri fini propagandistici.

 

CECCANTI, SANNA, BUBBLICO, CASSON, CHIURAZZI,DEL VECCHIO, GIARETTA, ICHINO, LANNUTTI, LUSI, PETERLINI, ADAMO, DI GIOVAN PAOLO

 

 

 

 

 


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permalink | inviato da stef1 il 2/2/2011 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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