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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
30 ottobre 2014
Lezione 29 ottobre - Alessio Falconio

L’ospite della lezione di oggi è stato Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale, nonché, in passato, corrispondente parlamentare prima al Senato e poi alla Camera. L’intento della lezione è stato quello di chiarire i rapporti tra media e sistema parlamentare, in particolar modo il ruolo che ha avuto, e ha, la radio che egli dirige.

C’è da dire come premessa che il Parlamento italiano ha una particolarità che consiste nel delegare interamente all’associazione dei giornalisti parlamentari la regolamentazione dell’ingresso degli stessi. Ciò è stato ottenuto come una sorta di “risarcimento” dopo il Fascismo. Durante il ventennio infatti i giornalisti erano stati sottoposti a una rigidissima regolamentazione per quel che riguardava la possibilità di circolare liberamente nei palazzi del potere. Così, dopo la nascita della Repubblica, venne data loro la possibilità di autoregolamentarsi, affidandogli una grande responsabilità.

Nella storia repubblicana italiana Radio Radicale è stata, per intuizione di Marco Pannella e dei radicali che nel 1976 entrarono in Parlamento, la prima radio a trasmettere ciò che accadeva nell’aula. In particolare un deputato, Roberto Cicciomessere, decise di chiamare la radio e far ascoltare in diretta ciò che stava accadendo. Questa fu una cosa totalmente nuova, che nonostante nascesse dalla violazione di una regola, segnò una svolta perché da quel giorno si riuscì a trasmettere ciò che fino ad allora sembrava avvolto dal mistero. Da quel momento è cambiato anche il modo di pensare il Parlamento, se prima era necessaria la mediazione del cronista per conoscere ciò che accadeva all’interno dell’aula, ora, invece, la sala stampa è fuori dall’emiciclo e tramite la radio, o altri strumenti, si ascolta ciò che avviene dentro. Uno dei luoghi più importanti e significativi nel rapporto tra media e istituzioni è il transatlantico, un ampio corridoio nel palazzo di Montecitorio, punto di incontro di giornalisti e politici (unici a cui è permesso entrare) che qui si scambiano informazioni e notizie.

La stessa eco mediatica non può essere riservato però alle commissioni, spesso infatti l’attenzione mediatica si ferma solo all’aula nonostante queste siano il centro delle attività istituzionali. Il problema principale è dettato dal fatto che secondo i regolamenti parlamentari non tutte le commissioni sono pubbliche, per questo Radio Radicale ha cercato di portare avanti una trattiva affinché venissero pubblicizzati i lavori al loro interno, anche perché la mancanza di pubblicità dei lavori crea una minor immediatezza dell’informazione. Secondo i regolamenti attuali al Senato i lavori in commissione possono essere trasmessi solo se c’è un’indagine conoscitiva, un’audizione formale o un voto in sede deliberante, mentre alla Camera si è di solito un po’ più disponibili. Questa mancanza di visibilità causa spesso delle incomprensioni, ad esempio un parlamentare può uscire dalla commissione e rilasciare una notizia che dopo poco tempo può rilevarsi del tutto infondata generando equivoci e costringendo le agenzie di stampa a doverla annullare. Per evitare ciò è stato proposto, oltre alla pubblicità dei lavori, di individuare una figura della commissione che di volta in volta chiarisca ciò che accade, così da rendere meno esposta a rischi l’informazione.

Per quel che riguarda l’informazione politica invece, la si può definire come una parente stretta di quella istituzionale, ma non è la stessa cosa. Quella parlamentare ha come focus ciò che avviene nell’istituzione, la politica ciò che accade in un determinato partito. Secondo il parere di Falconio il miglior modo per fare informazione istituzionale è farla integrale e senza mediazione, ed infatti Radio Radicale effettua un racconto diretto dell’aula che dal 1993 è stato riconosciuto come servizio pubblico.

1) Brinchi, PD: Qualche giorno fa, a proposito delle nomine dei giudici costituzionali, si era diffusa la notizia che Napolitano avesse nominato i due giudici perché il Parlamento non si decideva, sembrando quasi di volersi sostituire ad esso. Per evitare ciò, come stampa, avete mai pensato di fare dei corsi per far sì che non accadano episodi come questo?

I corsi ci sono, da sei anni l’iscrizione alla stampa parlamentare prevede la partecipazione a seminari tenuti da persone qualificate. La questione di Napolitano è un esempio di come gli uffici stampa possano contribuire a queste cose. Questi sono di aiuto a chi fa informazione perché spiegano bene ciò che succede, ma possono anche confondere le idee perché di solito chi è addetto ad un ufficio stampa tende a vendere un prodotto. La distorsione della notizia spesso serve anche al diretto interessato, in questo caso Napolitano era intenzionato a smuovere la situazione, a dare una sterzata.

2) Nunziata, Stampa parlamentare: In riferimento alla polemica nata in seguito al decreto legge 25 giugno 2008, che ha previsto un consistente taglio ai contribuiti all'editoria, ma che non toccano Radio Radicale lei come risponde all’accusa mossa che sia un inutile spreco di denaro pubblico?

Le nostre spese sono volte a coprire principalmente i ripetitori dato che copriamo il 90% del territorio nazionale. Facendo un tipo di informazione che richiede un mercato a parte i pubblicitari non ci prendono molto in considerazione visto che abbiamo una media di ascoltatori sotto i 2 milioni. Fare servizio sulle istituzioni non porta pubblicità, lo si può fare solo dietro questo tipo di sovvenzioni altrimenti saremmo costretti a smettere.

Un'altra frequente contestazione rivolta a Radio Radicale è che un’attività di servizio pubblico remunerata dallo Stato non dovrebbe essere svolta da un'emittente di partito, lei come risponde?

Rispetto a questo anche la Rai è governata dai partiti, i consigli di amministrazione sono espressione dei partiti dato che vengono eletti dalla commissione parlamentare di vigilanza e ognuno vota i suoi rappresentanti. Personalmente io non ho mai ricevuto alcuna pressione da parte del partito sulla non possibilità di programmare quello che va in onda, non mi è stato mai imposto nulla.

3) Ficchi, Movimento 5 Stelle: L’ingresso del M5S nella scena politica e all’interno della commissione di vigilanza Rai ha contribuito a diminuire l’influenza dei partiti sul servizio pubblico o sulla stampa?

No, nel senso che Fico, il presidente della commissione, dopo pochi giorni ha cambiato subito linguaggio. Questo mi ha fatto pensare che la Rai si sia fatta sentire e lui si è lasciato un po’ imbrigliare nel sistema e la sua aggressività nei confronti della Rai è calata, anche perché è un sistema concepito in modo anomalo.

4) Rinonapoli, Forza Italia: Con l’avvento della tecnologia e dei c.d. "nuovi media" un'emittente radiofonica come Radio Radicale non teme di diventare ininfluente a livello comunicativo e di essere scavalcata in termini di share e ascolti da questi nuovi mezzi?

A questo proposito, secondo lei, qual è la differenza tra informazione e disinformazione e quali sono i canoni per realizzare una buona informazione?

Non sentiamo il peso della concorrenza con i nuovi media perché la radio è comunque collegata con loro. Uno strumento che invece possiamo temere è Google news come fonte informale e rapida. Per rispondere alla seconda domanda la professionalità conta molto nel nostro lavoro, il confine sottile tra informazione e disinformazione sta proprio nella professionalità dell’autore del pezzo. I canoni per una buona informazione sono riscontrare più fonti e compararle tra loro.

5) Ionni, Forza Italia: Riguardo al finanziamento pubblico all’informazione sarebbe d’accordo a stabilire una forte differenza basata sulle organizzazione redazionale e/o sulla mission della testata?

Bisognerebbe fare passi avanti nello scovare testate false. La carta è destinata a ridursi drasticamente soprattutto per i costi, ma in un Paese dove la contribuzione la prendono tutti è giusto lasciarla.

Stampa parlamentare: Alessandro Fucci




permalink | inviato da stef1 il 30/10/2014 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
28 dicembre 2013
http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/i-decreti-obesi-specchio-_b_4511781.html?utm_hp_ref=italy



permalink | inviato da stef1 il 28/12/2013 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 dicembre 2013
Primo commento su sentenza Corte



permalink | inviato da stef1 il 5/12/2013 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 dicembre 2013
Riforma elettorale: il mio punto su Europa di oggi



permalink | inviato da stef1 il 3/12/2013 alle 8:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
16 ottobre 2013
Una recensione di un volume sulla democrazia



permalink | inviato da stef1 il 16/10/2013 alle 8:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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