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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
25 aprile 2015
Legge elettorale: il link al testo ufficiale
http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0028141&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=3-BIS-B-e-sede=-e-tipo=



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19 aprile 2015
Giustizia costituzionale- completamento della sintesi 7

Giustizia costituzionale- completamento della sintesi 7

1-Concetto di giustizia costituzionale Riscontro da parte di un organo dell’eventuale contrasto tra norme della Costituzione e norme subordinate col potere di espungere dall'ordinamento le norme contrastanti con la Costituzione. E' solo con questi organi che si afferma realmente la rigidità della Costituzione.

2- I prototipi in area anglosassone Il Bonham Case (1610): il giudice Coke sulla base di un principio del diritto comune (nemo iudex in re propria, ossia nessuno può essere autore e giudice di una stessa condotta materiale) ritiene illegittima una legge che riconosceva al Collegio dei medici di Londra la possibilità di far arrestare Bonham perché recidivo nell’esercitare abusivamente la professione medica.

Per Coke la Common Law era legge suprema in quanto incarnazione della ragione e quindi le leggi del Parlamento erano ad essa subordinate.

Tuttavia il Parlamento vince, con la Rivoluzione gloriosa del 1688, lo scontro con gli Stuart e quindi il presidio della democrazia viene identificato con la supremazia del Parlamento. La dottrina di Coke è abbandonata in Gran Bretagna, ma si afferma negli Usa, dove la rivoluzione ha successo proprio contro il Parlamento di Westminster.

La Cost. Usa già proclama se stessa come "legge suprema" (art. VI, cl. 2) e gli autori del Federalist ne traevano già teoricamente l'esigenza del controllo di costituzionalità. Praticamente esso si afferma nella sentenza Marbury versus Madison (1803) adottata dalla Corte presieduta dal giudice Marshall in riferimento alla nomina a giudice di pace di Marbury. Questi, nominato dall’uscente amministrazione di John Adams, chiese alla Corte suprema un’ordinanza che desse esecuzione a tale nomina sostituendosi così al nuovo segretario di stato Madison che, subentrato con la presidenza Jefferson, aveva bloccato le ultime nomine dell’amministrazione precedente. La Corte suprema non accoglie la richiesta di Marbury affermando che la legge che attribuiva alla Corte stessa la competenza ad adottare simili atti era contraria alla costituzione.

In Usa il controllo è diffuso, spetta ad ogni singolo giudice. La Corte Suprema non ne ha monopolio, ma è gerarchicamente superiore agli altri giudici e, grazie alla possibilità di scegliere i ricorsi più significativi che le pervengono (ad es. col writ of certiorari o richiesta di verifica di un processo, di renderlo più certo), influenza in modo decisivo l'insieme del controllo di costituzionalità. Fondamentale è poi il fatto che si tratti di un sistema di common law in cui vige il principio del precedente vincolante per le corti inferiori.

3- Il prototipo kelseniano A conclusioni simili si perviene anche attraverso l'elaborazione di Kelsen, dentro una costruzione a gradi dell'ordinamento in cui la Costituzione è. al vertice della gerarchia delle fonti.: Per il controllo Kelsen prevede un tribunale ad hoc, non interno al potere giudiziario, indipendente grazie all’ inamovibilità dei giudici, ma facente parte del legislativo; tramite un controllo repressivo ex post di tipo negativo (un "legislatore negativo" ). A tale tribunale hanno accesso le principali autorità dello Stato (sia quelle federali sia quelle degli Stati federati in un contesto federalista), i tribunali ed anche l'opposizione parlamentare; Il tribunale per Kelsen giudica sull’incostituzionalità di leggi e regolamenti con un eventuale annullamento pro futuro.

Kelsen influisce con queste idee, almeno in parte, sulla Costituzione austriaca del 1920: in cui i membri del Tribunale. Costituzionale. Federale. (TCF) dovevano essere eletti per metà dalla Camera bassa (rappresentativa dei cittadini) e per metà dalla Camera alta (rappresentativa degli Stati federati) e che doveva risolvere i conflitti tra Stato federale e Stati federati (vista la complessità della ripartizione costituzionale). Potevano ricorrere il Governo federale e i Governi degli Stati federati; la Corte medesima poteva sollevare d'ufficio questioni quando esse fossero rilevanti per la sua pronuncia principale.

4- Modello misto: Italia, Germania e Spagna Dal secondo dopoguerra si affermano modelli misti in cui: l'accesso è diffuso con il controllo in via incidentale (somiglianza con Usa), ma la decisione è accentrata (come in Austria) con decisioni erga omnes.

Alcune idee (come quella dell’accesso diffuso tramite i tribunali) erano state anticipate da Kelsen, ma non riprese in Austria nel 1920. Quindi il modello misto è tale rispetto a Usa e Austria del 1920 più che rispetto al modello di Kelsen.

Germania 1949: giudici eletti per metà da ciascuna Camera ; controllo concreto che parte da un processo, che il giudice può sospendere per deferire la questione al Tribunale Costituzionale Federale e controllo astratto su ricorso di pubblici poteri (anche un terzo dei componenti del Bundestag); ricorso individuale di cittadini (VerfassungsBeschwerde) per lesione dei diritti fondamentali ad opera di atti legislativi, esecutivi e giudiziari (introdotto nel 1969: v. artt. 93.1, 93.4.a e b Legge Fondamentale) con filtro del medesimo

Tribunale Costituzionale Federale per scegliere casi più significativi. Il ricorso al Tribunale è subordinato al principio di sussidiarietà; è uno strumento cioè sussidiario che può essere utilizzato solo se siano stati esperiti prima gli altri strumenti previsti dall’ordinamento per tutelare i diritti. Il principio di sussidiarietà può non essere rispettato quando si tratti di una questione che abbia un significato generale o quando in caso di decisione tardiva vi possa essere uno svantaggio grave e irreparabile.

Spagna: anche qui controllo incidentale, su ricorso e tramite amparo per la violazione di diritti o libertà fondamentali (in questo caso il ricorso individuale è escluso per gli atti legislativi e il principio di sussidiarietà non ha eccezioni).

5- Francia: un controllo preventivo Sacralità del legislativo ha portato sotto la IV Rep. a un controllo inefficace di tipo preventivo: Comité constitutionnel (art. 91 Cost. IV Rep.) con membri eletti proporzionalmente ogni anno dalle Camere; istanza congiunta del Presidente della Repubblica e del Presidente della. Camera Alta, più voto a maggioranza assoluta della Camera Alta per attivare il controllo di costituzionalità: la decisione finale era se la legge in oggetto dovesse in realtà essere approvata con procedure di revisione costituzionale e non con l’ordinario procedimento legislativo.. Non c'era interesse reale a ricorrere perchè la maggioranza avrebbe dovuto smentire se stessa.

Il controllo resta preventivo con Quinta Repubblica (Conseil constitutionnel CC), ma diventa efficace, soprattutto a protezione del Governo. I componenti sono eletti dal PdR (3 membri) e dai Presidenti delle. Camere (3 ciascuno). Competenze significative: controllo obbligatorio su Regolamenti. Parlamentari. e leggi organiche (per frenare Parlamento), facoltativo su leggi ordinarie, regolarità elezioni presidenziali e legislative, parere su poteri del PdR ex art. 16.

Evoluzione successiva verso standards delle altre Corti. 1971: sentenza sulla liberté d'association, parametro (bloc de constitutionnalité) esteso alla Dichiarazione dei Diritti del 1789. e al Preambolo della costituzione della IV Repubblica che include i diritti sociali. Prima di questa data il Consiglio costituzionale non disponeva di un catalogo di diritti da utilizzare come parametro nel controllo di costituzionalità. 1974: accesso al Consiglio costituzionale viene esteso a 60 deputati o 60 senatori (opposizione).

Tuttavia il controllo preventivo è poco esportato perché più rigido: evita una verifica nella realtà dei casi concreti, che si ha invece nel successivo, quando si possono verificare le interpretazioni (non tutte prevedibili) delle disposizioni. Non a caso con la riforma costituzionale del 2008 si aperta poi anche in Francia la strada del controllo successivo.

6- Garanzie di indipendenza Nomina vitalizia dei giudici Usa da parte del Presidente della Repubblica con advice and consent del Senato. Convenzioni: preparazione giuridica, criterio geografico, sessuale, etnico-religioso (almeno un ebreo, un nero e un cattolico). Ogni Presidente della Repubblica non è invece tenuto all’ equilibrio politico, anzi normalmente tende a nominare giudici ideologicamente vicini: l’equilibrio è garantito dall’ alternanza presidenziale.

Altre Corti: spesso formalizzato il requisito della preparazione giuridica, nomine almeno in parte provenienti da Camere in pressoché tutti i sistemi, durata raramente vitalizia ma comunque più lunga del mandato delle Camere per garantire indipendenza da queste.

7- Accesso alle Corti Normalmente i canali di accesso sono multipli. Fanno eccezione Francia (solo accesso su ricorso) e Usa (solo per via interna all'ordine giudiziario).

Circa l'accesso su ricorso va rilevato che: a) è spesso connesso con Tipo di Stato, quando esso è federale o regionale: è ammesso dal centro contro gli enti intermedi (Regioni o Stati federati) e viceversa; b) è collegato alla forma di governo: vi accedono molto spesso il Capo dello Stato, il Governo, i Presidenti delle Camere, le minoranze parlamentari.

L'accesso diretto di cittadini a tutela di diritti e libertà lesi da atti del legislativo, dell'esecutivo (e dell'amministrazione ad esso soggetta) e del giudiziario è presente:nell'amparo latino-americano e spagnolo (in Spagna contro atti amministrativi e giurisdizionali, anche contro atti di soggetti privati, ma si arriva a TC solo dopo che si siano esauriti i rimedi giurisdizionali ordinari, secondo un principio di sussidiarietà: vedi sopra punto 4); nel ricorso individuale (Verfassungbeschwerde ) in Germania (contro atti amministrativi, legislativi, giudiziari; anche qui c'è principio di sussidiarietà e c'è filtro di TCF: vedi sopra punto 4).

8- Tipologia e forza delle decisioni Controllo diffuso: il giudice può disapplicare la legge nella causa in esame, ma col precedente vincolante opera erga omnes (ha efficacia “verso tutti” quindi opera similmente ad un annullamento)

Controllo accentrato: il Tribunale Costituzionale può annullare la legge

Rispetto al tempo della decisione il controllo può essere preventivo (può impedire che legge entri in vigore) o successivo (può annullarla)

La principale tipologia di sentenze è quella delle sentenze di accoglimento, in cui la questione di incostituzionalità viene ritenuta fondata e la legge dichiarata incostituzionale e sentenze di rigetto in cui la questione di illegittimità costituzionale non viene accolta.

Effetti temporali: accanto a pacifica efficacia pro futuro, si è imposta anche una certa retroattività, almeno per i rapporti giuridici non esauriti (efficacia retroattiva salvo passaggio in giudicato della decisione per tutelare la certezza del diritto; ma anche il giudicato è stravolto da una decisione di incostituzionalità se si tratta di materia penale, per il favor libertatis, per tutare cioè la libertà del condannato).

Funzioni ulteriori delle Corti, accumulatesi in caso di bisogno di arbitro super partes: conflitti tra poteri Stato, impeachment, verifica della regolarità delle elezioni, costituzionalità dei partiti in democrazie protette.

Le Corti sono oggi una sorta di correttivo aristocratico teso a frenare il potere democratico.




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16 marzo 2015
Domenica le regionali in Andalusia
Le principali informazioni disponibili qui:
http://es.wikipedia.org/wiki/Elecciones_al_Parlamento_de_Andaluc%C3%ADa_de_2015



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16 marzo 2015
Domenica 22 elezioni dipartimentali in Francia

Quel mode de scrutin dans quelle circonscription électorale lors des départementales ?

le 23 01 2015

Les premières élections départementales qui auront lieu les 22 et 29 mars 2015 sont organisées dans le cadre défini par la loi n° 2013-403 du 17 mai 2013 relative à l’élection des conseillers départementaux, des conseillers municipaux et des conseillers communautaires, et modifiant le calendrier électoral.

Le mode de scrutin

Les élections départementales sont organisées selon un scrutin binominal mixte majoritaire à deux tours. Chaque canton élit un binôme composé d’une femme et d’un homme. Leurs suppléants doivent également constituer un binôme de sexe différent. Une fois élus, les deux membres du binôme exercent leur mandat indépendamment l’un de l’autre.

Pour être élu au premier tour de scrutin, un binôme doit recueillir la majorité absolue des suffrages exprimés et un nombre de suffrages au moins égal au quart des électeurs inscrits. Au second tour, la majorité relative suffit. En cas d’égalité de suffrages, l’élection est acquise au binôme qui comporte le candidat le plus âgé.

Pour qu’un binôme puisse se présenter au second tour, il doit avoir obtenu au premier tour un nombre de voix au moins égal à 12,5% du nombre des électeurs inscrits dans le canton.

Si un seul binôme de candidats remplit cette condition, le binôme ayant obtenu le plus grand nombre de suffrages après lui peut se maintenir au second tour. Si aucun binôme ne remplit cette condition, seuls les deux binômes arrivés en tête peuvent se maintenir au second tour.

Si au moins deux binômes remplissent les conditions ci-dessus mais qu’un seul de ces binômes fait acte de candidature pour le second tour, cette circonstance ne libère pas une place au second tour pour un binôme présent au premier tour mais ne remplissant pas les conditions pour se présenter au second tour.

La circonscription électorale

Pour les élections départementales, la circonscription électorale est le canton.

La loi n° 2013-403 du 17 mai 2013 relative à l’élection des conseillers départementaux, des conseillers municipaux et des conseillers communautaires et modifiant le calendrier électoral a imposé de procéder à une nouvelle délimitation de l’ensemble des circonscriptions cantonales en vue du renouvellement général des conseils départementaux en 2015. La loi précise que le nombre de cantons à l’issue du redécoupage doit être égal, pour chaque département, à la moitié du nombre de cantons existant au 1er janvier 2013. Ce nombre est éventuellement arrondi à l’unité impaire supérieure de manière à ce que le nombre de cantons au sein d’un département puisse toujours être impair. Les départements de plus de 500 000 habitants ne peuvent pas avoir moins de 17 cantons. Pour les départements entre 150 000 et 500 000 habitants, le nombre de cantons ne peut pas être inférieur à 13.

Le code général des collectivités territoriales prévoit que le territoire de chaque canton doit être défini "sur des bases essentiellement démographiques". Cette exigence est en principe satisfaite lorsque l’écart de la population de chaque canton à la moyenne n’excède pas plus ou moins 20%. Néanmoins, le même code précise que des écarts de population entre les cantons peuvent être admis quand des considérations géographiques le justifient. Le Conseil constitutionnel, dans sa décision du 16 mai 2013, a ainsi jugé qu’il était possible de déroger à la règle du découpage "sur des bases essentiellement démographiques" pour des raisons liées à l’insularité, au relief, à l’enclavement, à la superficie ou à d’autres impératifs d’intérêt général qui peuvent imposer de s’écarter de la ligne directrice des 20%. Outre ces règles, la délimitation des cantons doit respecter deux autres exigences :

  • continuité territoriale de chaque canton
  • insertion dans un seul canton de toute commune de moins de 3 500 habitants.

Les décrets de redécoupage des cantons ont été publiés en février 2014. Les nouvelles délimitations s’appuient sur les chiffres des populations légales publiées par l’Insee le 27 décembre 2013. Le nombre de cantons a été ramené à 2 054 (au lieu de 3 971 au 1er janvier 2013). Le nombre de conseillers départementaux à élire s’élève à 4 108.

Les cas particuliers de Paris, Lyon, la Guyane et la Martinique

Paris, à la fois commune et département, ne connaît pas d’élections départementales, le Conseil de Paris étant élu selon le scrutin municipal.

En Guyane et en Martinique, il n’y aura pas non plus d’élections départementales. Le mandat des conseillers généraux de Guyane et de Martinique est prolongé jusqu’à la création de la collectivité unique en décembre 2015. Les élections pour les assemblées de Guyane et de Martinique seront organisées aux mêmes dates que les élections régionales. Ce dispositif est prévu par la loi relative à la délimitation des régions, aux élections régionales et départementales et modifiant le calendrier électoral.

Le même texte prévoit également un régime dérogatoire pour le territoire de la Métropole de Lyon. A partir du 1er janvier 2015, la Métropole de Lyon réunit en une seule collectivité, sur son territoire, la Communauté urbaine de Lyon et le département du Rhône. Le département du Rhône subsiste sur le territoire non compris dans la Métropole de Lyon. Sur le territoire de la métropole, il doit être mis fin au mandat des conseillers généraux au 31 décembre 2014. Sur ce même territoire, il n’y aura donc pas d’élections départementales.

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10 marzo 2015
La lezione di oggi della prof. ssa Caravale

Per common law si intende, in senso più ampio, la famiglia giuridica anglo americana, vale a dire quella particolare tecnica del diritto e di ragionamento giuridico, sostanzialmente di natura giurisprudenziale, utilizzata nei paesi anglo americani. Con tale espressione si intende tra l’altro anche il diritto giurisprudenziale che si contrappone al diritto legislativo (statute law) nelle fonti del diritto.

Il common law è il diritto comune a tutta l’Inghilterra che a partire dall’XI secolo venne elaborato dalle corti regie di Westminster create a seguito della conquista normanna del 1066.

Ruolo fondamentale per la diffusione dello stesso è svolto dai giudici regi itineranti che erano componenti le corti centrali, venivano in contatto con le consuetudini locali in giro per il paese, le rielaboravano e le assorbivano. Essi contribuirono a conferire uniformità ai giudizi e a diffondere il common law in tutto il territorio

Enrico II nel 1178 stabilì che 5 giudici si stabilissero in modo permanente a Londra a svolgere la normale amministrazione della giustizia nella curia regis con sede a Westminster Hall .

La Curia regis nacque come un organo che coadiuvava il sovrano nelle funzioni legislative, esecutive e giudiziarie. Essa si riuniva in due composizioni diverse: la prima (Magnum Concilium) era una assemblea più grande la seconda più ristretta. Dall’assemblea ristretta derivarono le corti di Common Law, mentre da quella allargata il Parlamento.

Dopo la magna carta all’interno della curia, si enuclearono alcune commissioni le quali acquistarono pian piano autonomia fino a divenire le tre corti di Westminster: Corte dello Scacchiere, Corte delle udienze Comuni (common pleas), corte del banco del Re (King’s bench). L’attività delle tre corti di Westminster ha contribuito a diffondere un diritto comune (Common Law) in tutto il Regno. Si tratta di diritto comune non di diritto unico dato che continuavano accanto ad esse ad operare diverse altre corti, ecclesiastiche, signorili e locali.

Il ricorso alle corti regie non era automatico per i sudditi, ma per il loro intervento era necessario ottenere un writ, un ordine con cui il re chiedeva di soddisfare il diritto di colui che lo aveva richiesto. Il writ era lo strumento tecnico per fare operare la giustizia. Il Common Law si espanse fino alla metà del XII secolo quando nel 1258 le Provisions of Oxford limitarono la possibilità di creare nuovi writs riducendo dunque le possibilità di accesso alle corti di Westminster. Il blocco dei writs fu una delle cause della crisi del Common Law.

I difetti del Common Law portarono alla nascita di un sistema di giustizia parallelo, quello dell’equity. Il suddito che non riusciva o non poteva ottenere giustizia di fronte alle corti di Common Law inviava le sue petizioni direttamente al sovrano, fonte di giustizia. Il re coinvolse il Cancelliere nell’amministrazione delle cause e questo dal 1474 iniziò a decidere in nome proprio. Il Cancelliere utilizzava l’ingiunzione per fare rispettare gli obblighi che le corti di Common Law non riuscivano o non potevano far rispettare. Lo sviluppo dell’equity determinò un conflitto tra la corte di Cancelleria e le corti di Common Law, il cui culmine si ebbe all’inizio del XVII secolo.

Il compromesso tra i due sistemi si raggiunse nel 1616 quando il re Giacomo I si pronunciò in favore della corte della Cancelleria stabilendo che, nel caso di contrasto tra decisioni di Common Law e di equity, sarebbero prevalse queste ultime. Tale decisione non portò alla fine del Common Law, perché il Cancelliere non abusò del suo potere, cominciando anzi a sentirsi vincolato dai propri precedenti. Il sistema di Common Law e quello di equity continuarono ad agire parallelamente fino alla riforma dei Judicature Acts del 1873-1875 che eliminò ogni distinzione tra corti di Common Law e corti di equity e diede vita ad un nuovo sistema di corti.

Le fonti del diritto in common law sono:

1)il precedente giudiziale

2) la legge (fonte principale)

3) la consuetudine

4) la dottrina (books of authority)

1)Il precedente è fonte principale del diritto. La prassi di seguire le decisioni precedenti per elaborare le sentenze successive si impose in un primo momento come fatto spontaneo e divenne obbligatorio a partire dal XIX secolo. La regola del precedente vincolante non è però assoluta: in primo luogo perché è legata alla gerarchia delle corti in secondo luogo perché all’interno della sentenza bisogna distinguere tra ratio decidendi e obiter dictum: la forza vincolante della sentenza riguarda solo la ratio decidendi, il principio che ha spinto il giudice a decidere.

2) La legge rappresenta l’altra fonte principale del diritto. La legge prevale sul diritto giudiziario, ma le leggi una volta emanate sono rispettate dalla giurisprudenza nello spirito del Common Law.

In Gran Bretagna vi è un diritto costituzionale senza una Costituzione scritta. Vi sono diverse convenzioni costituzionali e documenti e leggi relativi alla materia costituzionale. Tra questi:

Magna carta 1215; Bill of Rights 1689; Act of Settlement 1700; Treaty of Union 1706; Parliament Acts 1911 e 1949; European Communities Act 1972; Human Rights Act 1998; Scotland Act 1998; Government of Wales Act 1998; Northern Ireland Act 1998; Constitutional Reform Act 2005; Fixed Term Parliament Act 2011.

3) La consuetudine è fonte sussidiaria del diritto ed opera solo dove non vi siano altre fonti principali (precedente e legge). Nel corso del tempo l’importanza della consuetudine si è ridotta dato che molte consuetudini sono state inglobate nel diritto giurisprudenziale.

4) Per dottrina si intendono le più antiche opere pubblicate fino ai Commentaries on the Laws of England di Blackstone del 1765 e che danno la possibilità, in mancanza di un adeguato sistema di repertori di sentenze, di ricostruire il diritto posto dalle corti in questo periodo




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