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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
11 dicembre 2017
L'audiovideo della lezione con Beatrice Covassi, capo della Commissione europea in Italia
https://www.radioradicale.it/scheda/527816/beatrice-covassi-capo-della-rappresentanza-della-commissione-europea-in-italia



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8 dicembre 2017
Cos'è la sessione di bilancio: l'audiovideo della lezione del viceministro Morando
https://www.radioradicale.it/scheda/527417/corso-di-diritto-parlamentare-il-viceministro-enrico-morando-che-spiega-la-sessione-di



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18 novembre 2017
Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Sinistra Italiana

1- Dove siamo stati eletti nelle elezioni 2013

La coalizione di centro-sinistra, Italia. Bene Comune, è stata presentata il 13 ottobre con la firma di una carta d'intenti da parte del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, del presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola e dal segretario del Partito Socialista Italiano Riccardo Nencini.

Il capo della coalizione è stato designato mediante elezioni primarie a doppio turno, aperte ai cittadini italiani, anche non iscritti ai partiti che le hanno indette. I candidati hanno partecipato al primo turno, il 25 novembre. Il ballottaggio del 2 dicembre ha indicato come capo della coalizione Pier Luigi Bersani, che ha prevalso su Renzi con il 60,9% dei voti. Per sopperire alla mancanza del voto di preferenza nel sistema elettorale, il 29 e 30 dicembre i due maggiori partiti della coalizione, PD e SEL, hanno svolto delle ulteriori primarie per determinare la gran parte dei componenti delle liste elettorali. Alcuni candidati sono stati comunque decisi dalle segreterie dei due partiti.

La coalizione Italia. Bene Comune ha partecipato alle elezioni con le liste del Partito Democratico (comprendente alcuni candidati del Partito Socialista Italiano) e di Sinistra Ecologia Libertà (che in Trentino-Alto Adige include i candidati dei Verdi sudtirolesi e del Centro Democratico).

Fanno parte della coalizione anche altre liste, presentate solo in alcune circoscrizioni del Senato:

- in Lazio, Campania e Calabria, il Partito Socialista Italiano

-in Sicilia, il movimento Il Megafono - Lista Crocetta, legato al presidente della regione Rosario Crocetta

-in Lombardia e Sicilia, i Moderati.

Dai dati forniti dal Minstero dell’Interno[1] si evince che la coalizione Italia. Bene Comune abbia ottenuto il 29,55% dei voti alla camera, ottenendo il premio di maggioranza (345 seggi su 630), assegnato grazie a uno scarto di poco più dello 0,30% del totale dei voti rispetto alla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Per quanto riguarda il senato, la coalizione di centro-sinistra ottiene 31,63% dei voti, ottenendo 123 seggi ma non la maggioranza assoluta di 158 seggi; determinando una lieve “vittoria” rispetto alla coalizione di centro-destra.

Analisi territoriale del voto

Ottimi risultati per la coalizione di centro-sinistra Italia. Bene. Comune di Pier Luigi Bersani in Trentino Alto Adige e nelle cosiddette Regioni Rosse (Emilia-Romagna, Toscana e Umbria) con percentuali superiori al 40% alla Camera. Buoni risultati anche in Basilicata, Liguria e Marche dove supera il 30% dei voti, e in Sardegna dove sfiora il 30%.

[2]

Conseguenze del voto

I risultati elettorali hanno consegnato alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede nessuna delle coalizioni ottenere una vittoria, determinando un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane.

Rappresentanti in Parlamento

Alle elezioni politiche del 2013 Sel ha eletto 37 deputati e 7 senatori al Parlamento italiano. Il leader del partito, Nichi Vendola, ha rinunciato al suo seggio alla Camera per restare alla guida della Regione Puglia.

2- Come siamo evoluti nel tempo in termini quantitativi e qualitativi.

Il gruppo parlamentare “Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà” viene costituito alla Camera dei deputati il 9 novembre 2015 sotto la presidenza di Arturo Scotto, raggruppando 32 deputati di cui 25 appartenenti a SEL, 6 fuoriusciti dal PD e Claudio Fava, già eletto con SEL e poi passato a MDP (gruppo misto).

Tuttavia, per comprendere l’evoluzione del gruppo e dei partiti appartenenti allo stesso, è necessario analizzare le mutazioni avvenute nel corso del tempo in riferimento agli obiettivi posti in campo ai singoli componenti.

Nel congresso del 2010, SEL denunciava un “vuoto drammatico di sinistra” e si poneva così l’obiettivo di “costruire un percorso nuovo, ovvero un soggetto politico, ecologista e libertario per costruire un’alternativa al moderno capitalismo” per la creazione di una “sinistra di un secolo nuovo”.

I principi fondamentali di SEL erano la pace, il lavoro, la giustizia sociale, il sapere e la riconversione ecologica dell’economia e della società.

Nelle elezioni politiche del 2013, con ben 37 deputati eletti e 7 senatori, SEL fece ingresso nel Parlamento italiano per la prima volta dalla sua nascita.

Il 16 marzo 2013 la Camera dei deputati elegge come suo presidente l’allora parlamentare di SEL Laura Boldrini.

Il partito forma un proprio gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, eleggendo capogruppo Gennaro Migliore. Al senato invece confluisce nel Gruppo Misto e, risultando la componente più corposa del gruppo, ne esprime il capogruppo: Loredana De Petris.

A seguito di alcune divergenze all’interno del partito, come ad esempio quella sulla decisione di votare alla Camera il sì al Decreto IRPEF sugli 80 euro in busta paga per i redditi medio-bassi proposto dal Governo Renzi, inizia un periodo di dissoluzione e indebolimento che portano alla scissione e all’abbandono del gruppo da parte di alcuni esponenti di rilievo e tutto l’ufficio di presidenza di SEL alla Camera.

Vendola, presidente del partito, ribadendo la collocazione di SEL all’opposizione del Governo Renzi, viene duramente criticato da Migliore e Fava tanto da indurre il Presidente e tutta la direzione a rimettere il proprio mandato. Tuttavia le dimissioni vengono respinte. Nonostante ciò, la diaspora continua: non vengono a mancare nuove dimissioni da alcuni deputati rimasti.

Per una mediazione tra l’ala più di sinistra e radicale e l’ala invece più dialogante con il PD, viene nominato nuovo capogruppo Arturo Scotto. Estremamente indeboliti, si sente l’esigenza di una forte innovazione. Nasce così, il 17 febbraio 2017, Sinistra Italiana: un’associazione di donne e di uomini che si costituisce per rappresentare il lavoro nelle forme che ha assunto nell'Italia

contemporanea ed è inscindibilmente legata al movimento per la pace e all'antifascismo.

Si batte per una società fondata sull'uguaglianza sociale, sulla valorizzazione della differenza tra i sessi, sul rispetto dell'ambiente, sulla pace come strumento di convivenza tra i popoli.

I suoi obiettivi sono l’attuazione piena della Costituzione repubblicana e uno Stato democratico e sociale di diritto, nella convinzione che la libertà di tutti sia la condizione e non il limite della libertà di ciascuno.

Si è quindi costituito un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati il 9 novembre con la denominazione Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà.

Al Senato della Repubblica, il 4 marzo 2016 si è costituita una componente interna al Gruppo Misto - avente stessa denominazione - di 8 senatori.

Il 17 dicembre 2016 viene decretato lo scioglimento di SEL dall’Assemblea Nazionale del partito, che aderisce alla fase costituente e al primo congresso di Sinistra Italiana.

3- Cosa dice il nostro regolamento

Data l’eterogeneità dei movimenti politici che compongono entrambi i gruppi risaltano nei regolamenti come punti più interessanti sicuramente quelli che riguardano l’unità degli indirizzi e dei voti.

Riguardo al regolamento della Camera, ove il gruppo è composto dall’unione di tre movimenti che comunque condividono gli stessi valori e le stesse visioni politiche, già l’articolo 2 viene dedicato ai Principi e indirizzi. Infatti “Il Gruppo, nel rispetto del pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno, valorizza il contributo di ogni deputata e deputato alle attività del Gruppo stesso e della Camera dei Deputati, assicurando l’unitarietà degli indirizzi assunti collegialmente e democraticamente secondo le previsioni del presente Statuto”. Quindi nonostante la diversità di opinioni che può essere presente in gruppo eterogeneo ed omogeneo allo stesso tempo, il Gruppo, assicura l’unità di indirizzo, che viene comunque assunta collegialmente secondo metodi democratici.

Gli organi del Gruppo più importanti sono il Presidente, l’Assemblea, il Direttivo, il Tesoriere, i Segretari. L’Assemblea, cuore della struttura, è costituita da tutti i deputati iscritti al Gruppo. Tra le sue funzioni abbiamo la delibera sugli indirizzi e le iniziative del Gruppo e la scelta del Presidente del Gruppo e, su sua proposta, del Direttivo e del Vice-Presidente. L’Assemblea è convocata dal Presidente del Gruppo o su richiesta di almeno il venti percento dei componenti. Il Presidente rappresenta il Gruppo, promuove l’attività dello stesso assicurando sempre l’unitarietà degli indirizzi presi collegialmente, inoltre convoca e presiede l’Assemblea e il Direttivo.

Il regolamento del Gruppo Misto

I primi articoli del regolamento del Gruppo Misto trattano della struttura e degli organi principali dello stesso. Questi sono rispettivamente L’Assemblea, il Presidente e l’Ufficio di Presidenza. Anche qui l’accento è posto sul ruolo dell’Assemblea: essa è costituita da tutti i componenti del Gruppo, ed alle sue sedute possono essere invitati esperti in materie di interesse legislativo. E’ convocata anche qui dal Presidente o da almeno un quinto dei componenti. Un punto interessante è quello che riguarda le mozioni di sfiducia: in questo caso è sempre necessaria la presenza di almeno due terzi dei componenti, mentre negli altri casi basta la presenza solo della maggioranza di essi. La prima Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente uscente o dal Senatore più anziano. Il Presidente del Gruppo viene eletto dall’Assemblea con scrutinio segreto, riportando la metà più uno dei voti, e resta in carica fino a fine Legislatura.

4- Come pensiamo di presentarci alle elezioni.

Un percorso comune a sinistra è quello ambito da Sinistra Italiana per le prossime elezioni politiche del 2018.

È necessario lavorare in modo unitario, coinvolgendo non solo le altre forze di sinistra, ma anche le realtà dell’associazionismo e del mondo civico. Non ci concentreremo sulle candidature ma parleremo invece di programmi e di contenuti.

Per poter correttamente proiettare la nostra immagine politica nell’ottica elettorale è interessante considerare i risultati ottenuti in Sicilia il 5 novembre. Risultati raggiunti grazie alla forza ed all’entusiasmo di una Sinistra che si è ricongiunta in Sicilia, prima che nel resto del paese riunendo MDP, Sinistra Italiana, Possibile, Rifondazione Comunista ed i Verdi.

Occorre creare un’alternativa di governo alle politiche fallimentari del Partito Democratico fornendo una nuova casa al popolo che non si riconosce più nelle politiche del PD. Con l’avvicinarsi delle elezioni si è avvertita sempre più l’esigenza di concentrare tutta l’attenzione sul mondo della sinistra che in Italia è in movimento, con incontri e dibattiti nazionali già fissati con lo scopo di formare un soggetto politico unitario, con un programma ed un progetto chiaro. Risultato di questa iniziativa è l’assemblea nazionale di Sinistra Italiana che si terrà il 19 novembre, in cui si discuterà del documento che costituirà il programma politico per l’elezioni imminenti. Questo costituisce il primo passo verso l'Assemblea nazionale che dà il via al progetto unitario su cui stanno confluendo diverse anime della sinistra, quali Sinistra Italiana, Mdp e Possibile. Un progetto che possa contrastare le disuguaglianze e lo sfruttamento, restituire centralità e dignità al lavoro, dare attenzione ai molti che faticano e non ai pochi che contano. Un progetto che ricostruisca la trama di un patto democratico e di solidarietà in grado di non lasciare indietro nessuno, perché tutte e tutti hanno diritto a un futuro ristabilendo la centralità del valore dell’eguaglianza, un progetto che sia in grado di guardare all'Europa e al mondo, capace di valorizzare la partecipazione e le proposte che si affacciano nella società e sulla scena politica. Un progetto che si fa portatore dell’esigenza di restituire i diritti sottratti ai lavoratori; di migliorare il settore dell’istruzione pubblica, del welfare e del patrimonio culturale.

Questo quadro politico non è ancora ben definito, in quanto in queste ultime ore si parla di un avvicinamento tra Pd e Mdp, generando un notevole ostacolo alla coalizione di centro-destra, che, ad oggi, sembra essere la coalizione più vicina a raggiungere la maggioranza, in termini di seggi, alla Camera ed al Senato. Questa ipotetica allenza costituisce un notevole cambiamento per le dinamiche elettorali.

Si tratta quindi di un difficile viaggio nel deserto della politica itakliana. E’ una lunga avventura, ma alla fine il deserto fiorirà.

- Intervista all’Onorevole Fratoianni.

Politico, Deputato della Repubblica Italiana, segretario di Sinistra Italiana da febbraio 2017, eletto con la coalizione “Italia. Bene Comune” nella circoscrizione Puglia, abbiamo con noi l’Onorevole Nicola Fratoianni.

Domanda:

Rompiamo il ghiaccio con il tema più caldo di tutti: le prossime elezioni. Se è possibile, con una considerazione riguardo le elezioni appena avvenute in Sicilia e l’unione nella lista di Sinistra.

Risposta dell’On. Fratoianni:

In Sicilia intanto abbiamo sperimentato quel che dobbiamo costruire anche a livello nazionale una proposta unitaria plurale la più larga possibile della sinistra, politica, civica , sociale di questo paese una proposta che abbia al centro nel suo cuore una forza di indicare un’ alternativa, ovvero un’ alternativa rispetto alle politiche alle soluzioni alle vicende che hanno dominato la scena pubblica di questi anni che , a me pare, di poter dire e non ne sono contento, che non hanno migliorato la qualità della vita di larga parte di questo paese dove continua a crescere in modo impressionante la disuguaglianza, quella ingiustizia sociale, economica, continua a segnare record negativi rispetto alla vita delle persone. L’Italia è un paese nel quale negli ultimi dieci anni sono diminuiti i laureati, gli iscritti all’ università sono diminuiti i docenti, insomma un paese che mi pare sempre di più rivolto con la testa all’ indietro invece che con lo sguardo ben impiantato nel futuro. Dunque serve una proposta alternativa. In Sicilia abbiamo fatto un primo passo abbiamo raggiunto un risultato importante, la Sinistra torna, dopo quasi 15 anni, nell’ assemblea regionale siciliana; è un risultato insufficiente naturalmente. Abbiamo risultati migliori sappiamo che la strada è lunga c’è ancora molto da fare ma quella è la strada che dobbiamo continuare a percorrere ed è questo il motivo per cui in vista delle prossime elezioni politiche stiamo lavorando con altre forze della sinistra , verso l’Articolo 1 e Possibile, ma questa è la mia ambizione anche con tanta parte del cinismo di questo paese, della società civile di questo paese che si organizza intorno a battaglie a valori condivisi per costruire una lista che abbia la stessa ambizione e io spero anche una forza maggiore di quella che pure abbiamo raccolto in Sicilia.

Domanda:

Onorevole, lei ha appena detto che si pensa di portare avanti una politica di Sinistra con la “S” maiuscola, precludendo quel che porta avanti il Partito Democratico, partito con il quale lei è entrato in Parlamento, affiancandolo nella coalizione “Italia. Bene Comune” e dal quale poi vi siete distaccati a seguito di numerosi disaccordi. Le faccio qualche nome: Arturo Scotto, Claudio Fava. Si è scisso questo pensiero comune che c’era all’interno del vostro partito per appoggiare gli uni il Governo e gli altri l‘ala più radicale.

Risposta dell’On. Fratoianni:

Intanto potrei dire che anche tanti esponenti del partito democratico sono entrati in Parlamento grazie all’alleanza avvenuta con SEL, il premio di maggioranza che allora scattò consentì ad alcuni di noi, non a me, che sono entrato direttamente senza premio di maggioranza, ma ad alcuni di noi di entrare in Parlamento, cosi come ha consentito al Partito Democratico al tempo, di avere la maggioranza dei seggi alla Camera dei Deputati. Noi abbiamo scelto di essere coerenti rispetto al programma con il quale eravamo stati eletti, quel programma, Italia.Bene comune, è fatto , per far qualche esempio non prevedeva la cancellazione dell’ art. 18 così come non prevedeva i colpi inflitti alla scuola pubblica con la cosiddetta riforma della Buona scuola né il tentativo di stravolgere la Costituzione repubblicana per fortuna respinto dagli elettori il 4 dicembre, noi abbiamo semplicemente provato a fare, come io credo ciascuno di coloro che si misurano con il sistema della rappresentanza dovrebbe fare, cioè restare fedeli al mandato con il quale si è eletti a rappresentare i cittadini in particolare nel Parlamento della Repubblica; questo è il punto ed abbiamo, per questa ragione, scelto di mantenere una collocazione che avesse un principio di coerenza con quel programma, in questo caso la collocazione di opposizione.

Domanda:

A maggior ragione, considerando che lei è stato una delle colonne portanti, uno dei fondatori di Sinistra Ecologia e Libertà, queste sue ideologie verranno portate aventi nel tempo.

Pensa in tal proposito che le scissioni, iniziate già ai tempi di SEL e poi espanse in maniera esogena negli ambienti a voi circostanti, abbiano in qualche modo rafforzato la realtà e il pensiero fondante del vostro attuale partito oppure, con la nascita di Sinistra Italiana, questa ne è risultata indebolita?

Risposta dell’On. Fratoianni:

Le scissioni sono sempre un elemento di debolezza. Le scissioni però hanno a che fare talvolta con le idee e dunque non vanno sminuite, non vanno raccontate per quelle che non sono. Abbiamo avuto divergenze in alcuni passaggi importanti, divergenze rispetto al rapporto con il Governo, con il Partito Democratico e ripeto su questo ci sono determinate fratture che sono sempre dolorose, sono sempre un elemento che impoverisce, che andrebbe contrastato ma che spesso, a volte, almeno hanno a che fare con questioni di una qualche importanza. Dunque io non ne sono contento ma continuo a pensare che fosse non solo giusto ma necessario astenersi a un elemento di rispetto nei confronti non solo delle scelte che abbiamo fatto e dei programmi elettorali con il quale ci siamo presentati ma anche per le decine, anche per le centinaia di migliaia di persone che ci hanno dato il loro voto sulla base di quei programmi e non di soluzioni che andavano in aperta contraddizione con quelle scelte.

Domanda:

Ci è stato chiesto di provare ad immaginare quale modalità verrà utilizzata dal vostro partito, Sinistra Italiana, per la candidatura alle prossime elezioni politiche. Numerose indiscrezioni hanno evidenziato che non ci si concentrerà tanto sulle personalità quanto più sui contenuti.

Risposta dell’On. Fratoianni:

Si, naturalmente faremmo delle liste provando a tenere insieme due necessità, cioè cercheremo di mettere in campo, di proporre personalità, figure, che siano capaci di rappresentare, di incarnare un punto di vista, di esprimere un radicamento nel territorio, di essere portatori e portatrici, perché parliamo di uomini e di donne, di esperienze che abbiano la forza di una costruzione collettiva. Però il punto decisivo restano le idee, i programmi, le proposte. Io continuo a pensare, per quello che continuo a ripetere persino fino alla noia ogni volta, che il tema non siano mai soltanto le persone. Il tema sono invece quello dei contenuti che le persone portano avanti. Dunque è necessario un programma di svolta che a partire dalle questioni economico-sociali per arrivare al tema dei diritti, per arrivare alla grandissima, gigantesca questione ambientale, metta al centro il bisogno di un cambiamento radicale.

Domanda:

Per quanto riguarda questa legge elettorale, sono notevolmente cambiate le dinamiche elettorali per cui è probabile che a seguito delle elezioni verranno a coalizzarsi numerose forze politiche per poi ottenere la maggioranza. Non si assisterà più a quel fenomeno secondo cui l’elezione porterà a un vincitore ma il vincitore verrà poi a delinearsi in seguito alla formazione delle colazioni stesse. Si parla in queste ultime ore di un avvicinamento tra PD e il Movimento Democratico Progressista, questo potrebbe generare un ostacolo alla coalizione di centro-destra. Cosa potrebbe cambiare nelle vostre idee riguardo questo avvicinamento?

Risposta dell’On. Fratoianni:

Non mi pare che ci sia nessun avvicinamento per la verità. Ieri Renzi ha rilanciato la necessità di una coalizione, rivendicando la bontà delle politiche che rendono possibile quella coalizione, non si può dire “ci alleiamo con la Sinistra” e poi rivendicate il Job Acts, la buona scuola o sblocca Italia, sono quelle le ragioni principali per cui oggi quell’alleanza non è neanche in qualche modo pronunciabile. Questo avvicinamento non mi pare realistico e non mi preoccupa. In ogni caso per quel che ci riguarda, che riguarda Sinistra Italiana, la necessità di costruire sul terreno delle politiche un’alternativa netta, l’unica bussola al quale ci atterremo anche in vista delle prossime elezioni, delle aggregazioni possibili o auspicabili. Siamo disposti a discutere con tutti a patto però che la discussione si muova sul merito e non su formule astratte per lo più incomprensibile per le persone, per i cittadini di questo paese.



[1]http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S.

[2] http://elezionistorico.interno.it/.




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16 novembre 2017
Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Pd

IL PARTITO DEMOCRATICO nelle elezioni del 2013 si è presentato con una lista unitaria di centro sinistra denominata “ITALIA BENE COMUNE”, che vede come Leader Pier Luigi Bersani ed una coalizione alla CAMERA composta da: PD, SEL (sinistra ecologia libertà), Centro Democratico e SVP (Sudtiroler Volkspartei). Per quanto riguarda la coalizione al SENATO, vediamo PD, SEL, CD, Il Megafono-Lista Crocetta, PSI (Partito Socialista Italiano), Moderati.

La lista di centro sinistra ottiene 345 Seggi alla CAMERA con un 29,55% e 123 Seggi al SENATO con un 31,63% .

Nessuna delle coalizioni ha potuto ottenere una vittoria netta, determinando quindi un risultato senza precedenti nella storia e ampiamente discusso e commentato.

Vista la particolarità dell’esito delle elezioni, non si riuscì a formare un governo con il leader Bersani, quindi ci fu un governo formato da Enrico LETTA, che aveva l’appoggio dei seguenti Gruppi:

- PD

- NDC (Udc)

- Scelta Civica

- Psi à Partito socialista italiano

- Centro Democratico

- Popolari per l’Italia

Il 22 febbraio 2014 ci fu il giuramento di Matteo RENZI, (precedentemente Letta aveva dato le dimissioni) quindi vediamo come Presidente del Consiglio non più Letta ma Renzi; il nuovo presidente oltre ad avere la maggioranza che aveva il suo predecessore, ottenne l’appoggio esterno dei seguenti gruppi:

- ALA à Alleanza liberal popolare autonomie

- SVP *

- PAT * *Partiti Trentino Alto Adige

- UPT *

- Usei à Unione sud americana emigrati italiani

- Uv à unione valdostana

- Api à Alleanza per l’Italia

- Idv à Italia dei valori

- Maie à Movimento associativo italiani all’estero

In seguito ci fu un altro episodio che destabilizzò il governo, ossia il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016; La vittoria del No, (come preannunciato dal Presidente del Consiglio) portò il 7 dicembre le dimissioni proprio di quest’ultimo e il 12 il giuramento di Paolo GENTILONI.

Il governo del nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni è così composto:

Coalizione:

- PD

- AP à Alternativa Popolare (ex. Ndc – Alfano)

- CPE à Centristi per l’Europa

- PSI à Partito Socialista

- CI à Civici Innovatori (ex scelta civica)

- art. 1 MDP à Movimento Democratico e Progressista

Appoggio esterno:

- SVP

- PAT

- SA à Sinistra italiana

- UV

- Udc à Unione di centro

- Idv à Italia dei Valori

- Upt à unione per il Trentino

- Usei

- Moderati

- Lc à Liguria civica

- LPP à La Puglia in più

Nel corso della legislatura, il Partito Democratico ha assistito a diverse scissioni. Ad esempio nel 2015 vediamo come alcuni deputati lasciano il Partito Democratico, così anche nel 2016 e 2017. Ci accorgiamo nell’arco di questo triennio come nascono i seguenti Gruppi parlamentari:

2015 à anno caratterizzato dalla nascita di SINISTRA ITALIANA e POSSIBILE

2017 à Vediamo qui invece la nascita di MDP art. 1 e CAMPO PROGRESSISTA

Possibile ha come ispiratore Giuseppe Civati; Campo progressista viene fondato invece da Giuliano Pisapia.

Abbiamo a questo punto un quadro completo dei “mutamenti” che hanno investito il Partito Democratico.

Per quanto concerne invece l’elezione del Presidente della Camera e del Senato, bisogna attenersi alle seguenti discipline:

Come viene eletto il Presidente della CAMERA?

L’assemblea elegge il presidente.

Il presidente è eletto a scrutinio segreto a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto; qualora nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due deputati che abbiano riportato il maggior numero di voti.

Per la validità di questa seconda votazione è necessario che vi abbia partecipato almeno la metà + 1 dei componenti dell’assemblea. Nel caso di parità dei voti è eletto o entra in ballottaggio l’anziano come deputato e tra deputati di pari anzianità, il più giovane per età.

Gli organi elettivi, nonché i capigruppo nelle Commissioni e nelle Giunte sono rinnovati allo scadere del primo biennio in coincidenza con il rinnovo delle Commissioni permanenti della Camera e possono essere riconfermati. Gli eletti dopo il primo biennio, durano in carica fino al termine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

L’Assemblea costituita da tutte le deputate e i deputati iscritti al Gruppo delibera sulle iniziative del Gruppo i sede politica e parlamentare.

L’Assemblea si riunisce di solito una volta al mese, su convocazione del presidente o su richiesta di almeno un decimo degli iscritti al gruppo, per deliberare sulle materie iscritte all’ordine del giorno. L’assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi membri e delibera a maggioranza dei presenti. Le votazioni hanno luogo di norma per alzata di mano; sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardante persone.

Come viene eletto il Presidente del SENATO?

L'assemblea elegge il Presidente.

Il Presidente è eletto a scrutinio segreto ed a maggioranza dei due terzi dei componenti del Gruppo, tra i candidati proposti da almeno un decimo dei componenti del Gruppo. Ove dopo il terzo scrutinio nessuno dei candidati abbia raggiunto il previsto quorum dei due terzi, si procede, entro i successivi otto giorni, al ballottaggio tra i due candidati più votati e risulta eletto chi ottiene il maggior numero di voti. Le prime tre votazioni si svolgono consecutivamente.

Il Presidente e i componenti dell’Ufficio di Presidenza, del Direttivo e i Revisori dei Conti sono eletti all’inizio della legislatura. Essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. Gli organi ricostituiti dopo il primo biennio durano in carica fino alla fine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

Su questioni che riguardano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana e le convinzioni etiche di ciascuno, i singoli Senatori possono votare in modo difforme dalle deliberazioni dell’Assemblea del Gruppo ed esprimere eventuali posizioni dissenzienti nell’Assemblea del Senato a titolo personale, previa informazione al Presidente o ai Vice Presidenti del Gruppo. 4 6. I Senatori del Gruppo hanno il dovere di partecipare ai lavori dell’Assemblea, delle Commissioni, delle Giunte e di prendere parte alle relative votazioni. Le assenze devono essere autorizzate dal Segretario d’Aula e, se ingiustificate e reiterate, sanzionate dal Direttivo.

L’Assemblea è convocata dal Presidente di propria iniziativa, ovvero, obbligatoriamente, su deliberazione del Direttivo o su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo. In tali casi la richiesta deve contenere l’indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno e il Presidente è tenuto a convocare l’Assemblea non oltre il quinto giorno dal ricevimento della richiesta. 4. L’Assemblea delibera con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti, computando tra questi anche gli astenuti. Quando le deliberazioni riguardano materie eticamente sensibili o di particolare rilievo ai fini dell’attuazione dei principi costituzionali, su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo, l’Assemblea delibera con la maggioranza dei due terzi dei componenti.

L’ultimo quesito che ci è stato posto è stato: “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”

Questa è una bellissima domanda che può rivelarsi quasi un arcano! Ad oggi la situazione risulta un po’ complessa se la si vede da varie angolazioni. Dal 2013 fino ad oggi con tutte le mutazioni avvenute dall’allora lista elettorale di centro-sinistra all’attuale composizione della maggioranza sono cambiate un po’ di cose, principalmente gli equilibri politici.

Squilibri che notiamo dati i trascorsi degli ultimi anni riguardo i gruppi parlamentari di Camera e Senato, dei quali abbiamo già parlato menzionando anche le nuove formazioni politiche e i nuovi gruppi nati principalmente dai fuoriusciti dal Partito Democratico.

Con la situazione attuale si riscontrano non poche difficoltà rispetto alla composizione delle future alleanze.

Nel centro-sinistra abbiamo da una parte il Partito Democratico, il quale ha l’elettorato più ampio e dall’altra le varie formazioni politiche già citate ( Possibile, MDP, SI, Campo Progressista).

Assistiamo tutti i giorni ad aperture e trattative le quali sembrano più di facciata che altro. Due esempi su tutti, la presunta apertura avvenuta negli ultimi giorni tra Speranza (MDP) e Renzi (PD), naufragata in meno di 24 ore, altro esempio quella tra il Partito Democratico e Campo Progressista di Pisapia, anche questa azione non sembra essersi risolta nel migliore dei modi.

Tornando al punto della riflessione e guardando al centro-sinistra e alle composizioni attuali si può pensare ad una lista del Partito Democratico e ad un’altra che racchiude le forze politiche precedentemente menzionate. Si auspicherebbe l’apertura di un tavolo di trattativa con l’obiettivo di riunire le varie posizioni facendole convogliare in una lista unitaria, purtroppo attualmente questa azione sembra avere pochi spazi di dialogo.

Rispetto alla domanda inziale, “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”, beh, si potrebbe rispondere con un grandissimo punto interrogativo, l’unica certezza, espressa da più esponenti del nostro partito, è che il candidato “naturale” (come ribadito anche dal Ministro Minniti) rimane Matteo Renzi, già Presidente del Consiglio e attualmente Segretario del PD. Tali prese di posizione potrebbero essere delle pregiudiziali a future alleanze quindi auspichiamo che anche la nostra formazione politica valuti tutte le posizioni e magari possa far fare un passo indietro a personalità di spicco al fine di poter arrivare ad un accordo programmatico unitario con tutto il centro-sinistra. Per il resto non ci resta che vedere come procederà la situazione nei prossimi mesi, ci auspichiamo che qualche tavolo nasca soprattutto dopo il risultato delle elezioni siciliane che per il PD e per tutto il centro sinistra sono state un duro colpo. Solo con l’unità del centro sinistra traghettato dal Partito Democratico si potrà puntare alla vittoria elettorale. Staremo a vedere, comunque per ora la situazione lascia un grande interrogativo.




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14 novembre 2017
Esercitazione gruppo parlamentare studenti Fratelli d'Italia

FRATELLI D’ITALIA

Storia e prospettive future

La storia del partito Fratelli d’Italia è piuttosto recente; nasce, infatti, il 21 Dicembre 2012 da una scissione all’interno del PDL, a causa del sostegno di questo al governo tecnico di Mario Monti.
Tra i fondatori si ritrovano alcuni esponenti di spicco del partito berlusconiano, tra i quali Guido Crosetto, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni.
Nella redazione dello Statuto del partito nei primi due articoli si è deciso di cristallizzare gli ideali ispiratori del partito stesso, di richiamarsi a una visione spirituale della vita e ai valori della tradizione nazionale, liberale e popolare, nell’ottica di una partecipazione attiva alla rifondazione di un’Europa dei popoli, opposta alla tecnocrazia dell’attuale Unione Europea. L’ideologia cui si ispira il partito è quella della destra classica occidentale, che racchiude in sé i temi del nazionalismo, del conservatorismo e della destra sociale. Le proposte in ambito economico propongono l’abbandono dell’euro e il conseguente ritorno alla lira, l’attuazione di un programma volto al protezionismo per la salvaguardia del “Made in Italy”, l’abrogazione del Trattato sul fiscal compact. Peculiari sono anche le proposte in ambito fiscale, dall’introduzione del cosiddetto “quoziente familiare”- che consiste nell’applicazione di un’aliquota del 4% sui prodotti per la prima infanzia e la detrazione di queste spese- all’introduzione di un mutuo sociale, con il progetto di creazione di un apposito ente pubblico che si incarichi di far fronte all’emergenza abitativa in Italia, intervenendo sia nell’edificazione di nuove unità abitative, sia nel controllo delle rate di pagamento adeguandole alle entrate familiari. Per quanto riguarda i temi “civici”, il partito si è sempre dichiarato contrario sia a una riforma della cittadinanza che prevede un allargamento indiscriminato, lo ius soli, sia ai matrimoni omosessuali e all’introduzione nell’ordinamento italiano dell’omogenitorialità, ovvero l’affidamento di bambini a genitori dello stesso sesso, levandosi a tutela della cosiddetta “famiglia tradizionale”.
Inoltre, il partito ha manifestato spesso il proprio favore ai blocchi navali nel Mar Mediterraneo, specialmente di fronte le coste libiche, per far fronte ai continui sbarchi di migranti da cui è investita l’Italia; e, proprio per evitare un’ulteriore crescita del numero degli sbarchi, si proclama contrario all’abolizione del reato di immigrazione clandestina. A livello internazionale, i maggiori legami Fratelli d’Italia li intrattiene con il partito francese “Front National” e con il partito polacco “Diritto e Giustizia”; le affinità tra i tre partiti, dal nazionalismo al conservatorismo, sono notevoli.

ELEZIONI POLITICHE DEL 2013

Alle elezioni politiche del 2013 il partito si è presentato all’interno della coalizione di centro destra che sosteneva la candidatura di Silvio Berlusconi. Il partito ha ottenuto un modesto consenso elettorale sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Il risultato alla Camera è stato al di sotto del 2%; tuttavia, grazie alla legge elettorale allora vigente, è riuscito ad eleggere nove deputati[1] poiché è risultato il miglior partito con la percentuale inferiore al 2% all’interno della coalizione. Al Senato, invece, il partito non ha ottenuto nessun seggio[2].
Alla Camera la coalizione era composta dai seguenti partiti: PDL, Lega Nord, FDI, La Destra, grande Sud MPA, Moderati in Rivoluzione, Partito Pensionati, Intesa popolare, Liberi per un’Italia equa.
Al Senato la coalizione era composta da PDL, Lega Nord, FDI, La Destra, Partito Pensionati, Grande Sud, Moderati in Rivoluzione, MPA - Partito dei Siciliani, Intesa popolare, Cantiere popolare, Basta tasse, Liberi per un’Italia equa.

STATUTO DEL GRUPPO PARLAMENTARE

Nello stilare lo Statuto, si è voluto fin da subito stabilire nei primi articoli quali debbano essere le modalità da adottare per la messa in atto del programma politico in Parlamento e quali siano le istituzioni del gruppo preposte al controllo della corretta attuazione del programma.

Art. 1 Il gruppo parlamentare è composto dai deputati eletti nelle elezioni del 2013; esprime la sua linea politica e parlamentare in conformità al progetto ed al programma politico presentato alle elezioni. Ogni successiva adesione al gruppo parlamentare è valutata dall’Assemblea.

Art. 2 E? impegno dei membri del gruppo parlamentare dare costante e concreta attuazione al programma condiviso con gli elettori. Le decisioni riguardo le votazioni vengono concordate dai membri del gruppo stesso per favorire la partecipazione attiva dei componenti. Tuttavia rimane garantita la libertà di coscienza del singolo parlamentare in temi di stretta rilevanza etica.

Art. 3 E? dovere dei componenti il gruppo partecipare attivamente ai lavori della Camera e delle Commissioni, svolgendo il proprio impegno con competenza e trasparenza, in vista del solo interesse della Nazione.

Art. 4 Il presidente del gruppo in caso di assenze ingiustificate o violazione dello Statuto può proporre che l’assemblea, sentito il parlamentare, possa emanare provvedimenti sanzionatori.

Art. 5 Gli organi del gruppo sono: Assemblea, Presidente, Vice Presidente vicario e Tesoriere.

Art.6 L’Assemblea è l’organo collegiale e deliberativo, composta da tutti i parlamentari appartenenti al gruppo. E? suo compito concretizzare il programma elettorale stabilendo un indirizzo politico da tenere in Parlamento. Perché le sue decisioni siano valide, occorre la presenza della maggioranza dei suoi componenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Le decisioni prese all’Assemblea impegnano tutti gli iscritti al gruppo; le eventuali scelte in dissenso possono essere motivo di sanzione, con una valutazione caso per caso. Spetta all’Assemblea decidere sull’adesione di nuovi membri al gruppo. Le operazioni di voto si svolgono per alzata di mano, con appello nominale o a scrutinio segreto, se richiesto da un terzo dei componenti. L’Assemblea elegge: il Presidente, il Vicepresidente vicario, il Tesoriere e l’organo competente al controllo interno. L’Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente; solitamente la scadenza delle riunioni è di una volta al mese per deliberare sull’ordine del giorno. Tuttavia, se richiesto da un terzo dei componenti, possono esserci riunioni straordinarie.

Art. 7 Il Presidente svolge funzioni di rappresentanze e garanzia ed esprime l’indirizzo politico; inoltre, convoca l’Assemblea e la presiede. A lui compete l’analisi preventiva degli atti dei parlamentari. Per quanto riguarda la sua elezione, serve la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea a scrutinio segreto. Se però vi è una sola candidatura, l’elezione può avvenire per acclamazione. Se al primo scrutinio non viene raggiunto il quorum del 50% più uno, si procede al ballottaggio tra i due candidati più votati. Il presidente può essere sfiduciato dall’Assemblea con la presentazione di una mozione da parte di due terzi del gruppo, approvata a maggioranza assoluta. Il vicepresidente vicario, viene eletto dall’Assemblea con la stessa procedura. A lui spetta la funzione di supplenza al Presidente.

CAMBIAMENTI QUALITATIVI

Il Partito si è sempre mostrato coerente con la propria ideologia e il programma proposti agli elettori. Nella presente legislatura non è mai entrato in nessuna maggioranza governativa, in cui il centro- sinistra ha sempre tenuto un ruolo preminente, e ha pertanto mantenuto sempre il ruolo di partito d’opposizione. A tal proposito, ha sempre votato contro tutte le leggi di bilancio presentate finora ed ha annunciato il proprio voto contrario alla legge appena presentata. Inoltre, il gruppo parlamentare ha votato contro la legge che ha introdotto le unioni civili, e ha proclamato il voto contrario alla riforma della cittadinanza, lo ius soli, e alla legge sul biotestamento. Uno dei principali cavalli di battaglia del partito è la lotta all’immigrazione clandestina e all’accoglienza male organizzata degli immigrati.

COME CI PRESENTEREMO ALLE PROSSIME ELEZIONI

Vista la legge elettorale appena approvata, che spinge i partiti a presentarsi in coalizione alle prossime elezioni, al momento sembrano due le alternative che si offrono a Fratelli d’Italia.
La prima, sull’esempio delle elezioni regionali in Sicilia e di quelle nel Municipio X di Roma, Ostia – Acilia, del cinque novembre- è quella di una coalizione di un centro- destra unitario, composta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Secondo i risultati ottenuti, la vittoria del candidato del centro- destra Musumeci in Sicilia e l’accesso al ballottaggio del proprio candidato ad Ostia, e anche secondo i sondaggi, questa opzione potrebbe risultare vincente.
Tuttavia, potrebbe esserci una seconda alternativa, quella di una coalizione “sovranista”, formata insieme alla Lega.
Tra Fratelli d’Italia e Lega ci sono molte analogie, soprattutto per quanto riguarda l’euroscetticismo. Entrambi, infatti, si dichiarano favorevoli sia ad abbandonare l’euro, sia condividono la perplessità verso la forma che è andata acquisendo negli anni l’Unione Europea, accusata di soffocare l’economia italiana con le sue norme stringenti e di interessarsi esclusivamente alla salvaguardia della stabilità dei mercati finanziari, allontanandosi dalle esigenze dei comuni cittadini, e di favorire i Paesi del Nord Europa a scapito di quelli dell’area mediterranea. Inoltre, entrambi condividono un’ideologia conservatrice, sia in temi economici, come l’attuazione di un programma protezionista, sia in temi “civici”, come la contrarietà alle Unioni Civili, allo ius soli e al biotestamento. Anche la Lega, come Fratelli d’Italia, si è mossa attivamente a favore del “NO” al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Troviamo affinità anche in politica estera; anche la Lega, infatti, ha mostrato apprezzamento sia per il francese Front National, sia per la vittoria e per il programma del Presidente degli Stati Uniti, Trump e infine verso la politica del Presidente russo, Putin (contrarietà alla proroga delle sanzioni imposte dall’Unione europea nei confronti della Russia, come conseguenza del comportamento tenuto da questa in occasione della crisi ucraina).
L’alleanza con la Lega sarebbe conveniente anche alla Lega stessa; infatti questa è molto presente nel nord Italia, mentre stenta ad affermarsi al centro e al sud nonostante le iniziative degli ultimi anni della segreteria di Salvini, compresa quella più recente di eliminare la parola “nord” dal nome del partito. Dal canto suo, Fratelli d’Italia ottiene buoni risultati al centro e al sud, in particolare nell’area di Roma e Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, mentre stenta ad affermarsi al nord.
Tuttavia, anche tra Lega e Fratelli d’Italia ci sono delle divergenze. Innanzitutto il tema dell’autonomia regionale; alla spinta federalista della Lega, corrisponde una forte tendenza centralista di Fratelli d’Italia, preoccupato di mantenere l’unità nazionale.
Un contrasto a tal proposito è emerso in occasione del Referendum sull’attivazione dell’articolo 116 della Costituzione, tenutosi il 22 ottobre in Lombardia e Veneto, con cui i due Governatori chiedevano ai propri cittadini di poter contrattare con lo Stato centrale la concessione di ulteriore autonomia; il Referendum, sostenuto dalla Lega, partito di appartenenza dei due Governatori, è stato sconfessato da Fratelli d’Italia.
L’alleanza con Forza Italia, invece, manifesta debolezza principalmente sui temi europei. Forza Italia, seppur contraria a determinate politiche messe in atto dall’Unione Europea, continua a dichiararsi filo europea, a mostrare stima per la figura della cancelliera tedesca Angela Merkel (bersaglio principale delle critiche di Lega e Fratelli d’Italia). Mentre di tanto in tanto ritornano le attenzioni di Forza Italia verso il partito di Alternativa Popolare di Alfano, ex erede politico di Berlusconi, la persona di Alfano è invece continuamente oggetto di scherno da parte di Fratelli d’Italia e Lega. Per di più, in un’eventuale coalizione di centro-destra allargata, nessuno dei tre partiti sembra disposto a sottostare all’altro, ed è in atto una lotta per ottenere il comando, soprattutto tra Forza Italia, che punta su Berlusconi, e Lega, che punta su Salvini: gli attriti politici e personali sono d’intralcio ad un’alleanza stabile.
Pertanto, Fratelli d’Italia, visto anche il recente successo nelle elezioni in Sicilia e ad Ostia, potrebbe, in futuro, ricoprire un ruolo importante, se non decisivo, nello scegliere se entrare in una coalizione con Forza Italia e Lega, oppure nel prefigurare anche in Italia, come già in altri scenari europei, una coalizione “sovranista” con la sola Lega. In tal caso si verrebbe a creare anche in Italia una divisione netta tra un centro- destra moderato ed europeista e una destra più estrema e antieuropeista.

Fastelli Claudia
Fuggi Fabiano
Fusco Maria Stella
Lomanni Saverio
Strabone Rosario





[1] Cirielli, Corsaro, La Russa, Maietta, Meloni, Nastri, Rampelli, Taglialatela, Totaro. ( Corsaro in seguito ha abbandonato il gruppo, mentre sono subentrati Petrenga, Rizzetto e Murgia).

[2] Durante la legislatura il senatore Bertacco, eletto tra le fila del PDL, abbandona il proprio partito per approdare a FdI




permalink | inviato da stef1 il 14/11/2017 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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