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Esercitazione del gruppo parlamentare studenti Pd

IL PARTITO DEMOCRATICO nelle elezioni del 2013 si è presentato con una lista unitaria di centro sinistra denominata “ITALIA BENE COMUNE”, che vede come Leader Pier Luigi Bersani ed una coalizione alla CAMERA composta da: PD, SEL (sinistra ecologia libertà), Centro Democratico e SVP (Sudtiroler Volkspartei). Per quanto riguarda la coalizione al SENATO, vediamo PD, SEL, CD, Il Megafono-Lista Crocetta, PSI (Partito Socialista Italiano), Moderati.

La lista di centro sinistra ottiene 345 Seggi alla CAMERA con un 29,55% e 123 Seggi al SENATO con un 31,63% .

Nessuna delle coalizioni ha potuto ottenere una vittoria netta, determinando quindi un risultato senza precedenti nella storia e ampiamente discusso e commentato.

Vista la particolarità dell’esito delle elezioni, non si riuscì a formare un governo con il leader Bersani, quindi ci fu un governo formato da Enrico LETTA, che aveva l’appoggio dei seguenti Gruppi:

- PD

- NDC (Udc)

- Scelta Civica

- Psi à Partito socialista italiano

- Centro Democratico

- Popolari per l’Italia

Il 22 febbraio 2014 ci fu il giuramento di Matteo RENZI, (precedentemente Letta aveva dato le dimissioni) quindi vediamo come Presidente del Consiglio non più Letta ma Renzi; il nuovo presidente oltre ad avere la maggioranza che aveva il suo predecessore, ottenne l’appoggio esterno dei seguenti gruppi:

- ALA à Alleanza liberal popolare autonomie

- SVP *

- PAT * *Partiti Trentino Alto Adige

- UPT *

- Usei à Unione sud americana emigrati italiani

- Uv à unione valdostana

- Api à Alleanza per l’Italia

- Idv à Italia dei valori

- Maie à Movimento associativo italiani all’estero

In seguito ci fu un altro episodio che destabilizzò il governo, ossia il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016; La vittoria del No, (come preannunciato dal Presidente del Consiglio) portò il 7 dicembre le dimissioni proprio di quest’ultimo e il 12 il giuramento di Paolo GENTILONI.

Il governo del nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni è così composto:

Coalizione:

- PD

- AP à Alternativa Popolare (ex. Ndc – Alfano)

- CPE à Centristi per l’Europa

- PSI à Partito Socialista

- CI à Civici Innovatori (ex scelta civica)

- art. 1 MDP à Movimento Democratico e Progressista

Appoggio esterno:

- SVP

- PAT

- SA à Sinistra italiana

- UV

- Udc à Unione di centro

- Idv à Italia dei Valori

- Upt à unione per il Trentino

- Usei

- Moderati

- Lc à Liguria civica

- LPP à La Puglia in più

Nel corso della legislatura, il Partito Democratico ha assistito a diverse scissioni. Ad esempio nel 2015 vediamo come alcuni deputati lasciano il Partito Democratico, così anche nel 2016 e 2017. Ci accorgiamo nell’arco di questo triennio come nascono i seguenti Gruppi parlamentari:

2015 à anno caratterizzato dalla nascita di SINISTRA ITALIANA e POSSIBILE

2017 à Vediamo qui invece la nascita di MDP art. 1 e CAMPO PROGRESSISTA

Possibile ha come ispiratore Giuseppe Civati; Campo progressista viene fondato invece da Giuliano Pisapia.

Abbiamo a questo punto un quadro completo dei “mutamenti” che hanno investito il Partito Democratico.

Per quanto concerne invece l’elezione del Presidente della Camera e del Senato, bisogna attenersi alle seguenti discipline:

Come viene eletto il Presidente della CAMERA?

L’assemblea elegge il presidente.

Il presidente è eletto a scrutinio segreto a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto; qualora nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due deputati che abbiano riportato il maggior numero di voti.

Per la validità di questa seconda votazione è necessario che vi abbia partecipato almeno la metà + 1 dei componenti dell’assemblea. Nel caso di parità dei voti è eletto o entra in ballottaggio l’anziano come deputato e tra deputati di pari anzianità, il più giovane per età.

Gli organi elettivi, nonché i capigruppo nelle Commissioni e nelle Giunte sono rinnovati allo scadere del primo biennio in coincidenza con il rinnovo delle Commissioni permanenti della Camera e possono essere riconfermati. Gli eletti dopo il primo biennio, durano in carica fino al termine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

L’Assemblea costituita da tutte le deputate e i deputati iscritti al Gruppo delibera sulle iniziative del Gruppo i sede politica e parlamentare.

L’Assemblea si riunisce di solito una volta al mese, su convocazione del presidente o su richiesta di almeno un decimo degli iscritti al gruppo, per deliberare sulle materie iscritte all’ordine del giorno. L’assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi membri e delibera a maggioranza dei presenti. Le votazioni hanno luogo di norma per alzata di mano; sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardante persone.

Come viene eletto il Presidente del SENATO?

L'assemblea elegge il Presidente.

Il Presidente è eletto a scrutinio segreto ed a maggioranza dei due terzi dei componenti del Gruppo, tra i candidati proposti da almeno un decimo dei componenti del Gruppo. Ove dopo il terzo scrutinio nessuno dei candidati abbia raggiunto il previsto quorum dei due terzi, si procede, entro i successivi otto giorni, al ballottaggio tra i due candidati più votati e risulta eletto chi ottiene il maggior numero di voti. Le prime tre votazioni si svolgono consecutivamente.

Il Presidente e i componenti dell’Ufficio di Presidenza, del Direttivo e i Revisori dei Conti sono eletti all’inizio della legislatura. Essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. Gli organi ricostituiti dopo il primo biennio durano in carica fino alla fine della legislatura.

Cosa si prevede sulla disciplina di voto?

Su questioni che riguardano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana e le convinzioni etiche di ciascuno, i singoli Senatori possono votare in modo difforme dalle deliberazioni dell’Assemblea del Gruppo ed esprimere eventuali posizioni dissenzienti nell’Assemblea del Senato a titolo personale, previa informazione al Presidente o ai Vice Presidenti del Gruppo. 4 6. I Senatori del Gruppo hanno il dovere di partecipare ai lavori dell’Assemblea, delle Commissioni, delle Giunte e di prendere parte alle relative votazioni. Le assenze devono essere autorizzate dal Segretario d’Aula e, se ingiustificate e reiterate, sanzionate dal Direttivo.

L’Assemblea è convocata dal Presidente di propria iniziativa, ovvero, obbligatoriamente, su deliberazione del Direttivo o su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo. In tali casi la richiesta deve contenere l’indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno e il Presidente è tenuto a convocare l’Assemblea non oltre il quinto giorno dal ricevimento della richiesta. 4. L’Assemblea delibera con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti, computando tra questi anche gli astenuti. Quando le deliberazioni riguardano materie eticamente sensibili o di particolare rilievo ai fini dell’attuazione dei principi costituzionali, su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Gruppo, l’Assemblea delibera con la maggioranza dei due terzi dei componenti.

L’ultimo quesito che ci è stato posto è stato: “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”

Questa è una bellissima domanda che può rivelarsi quasi un arcano! Ad oggi la situazione risulta un po’ complessa se la si vede da varie angolazioni. Dal 2013 fino ad oggi con tutte le mutazioni avvenute dall’allora lista elettorale di centro-sinistra all’attuale composizione della maggioranza sono cambiate un po’ di cose, principalmente gli equilibri politici.

Squilibri che notiamo dati i trascorsi degli ultimi anni riguardo i gruppi parlamentari di Camera e Senato, dei quali abbiamo già parlato menzionando anche le nuove formazioni politiche e i nuovi gruppi nati principalmente dai fuoriusciti dal Partito Democratico.

Con la situazione attuale si riscontrano non poche difficoltà rispetto alla composizione delle future alleanze.

Nel centro-sinistra abbiamo da una parte il Partito Democratico, il quale ha l’elettorato più ampio e dall’altra le varie formazioni politiche già citate ( Possibile, MDP, SI, Campo Progressista).

Assistiamo tutti i giorni ad aperture e trattative le quali sembrano più di facciata che altro. Due esempi su tutti, la presunta apertura avvenuta negli ultimi giorni tra Speranza (MDP) e Renzi (PD), naufragata in meno di 24 ore, altro esempio quella tra il Partito Democratico e Campo Progressista di Pisapia, anche questa azione non sembra essersi risolta nel migliore dei modi.

Tornando al punto della riflessione e guardando al centro-sinistra e alle composizioni attuali si può pensare ad una lista del Partito Democratico e ad un’altra che racchiude le forze politiche precedentemente menzionate. Si auspicherebbe l’apertura di un tavolo di trattativa con l’obiettivo di riunire le varie posizioni facendole convogliare in una lista unitaria, purtroppo attualmente questa azione sembra avere pochi spazi di dialogo.

Rispetto alla domanda inziale, “come pensiamo di presentarci alle prossime elezioni?”, beh, si potrebbe rispondere con un grandissimo punto interrogativo, l’unica certezza, espressa da più esponenti del nostro partito, è che il candidato “naturale” (come ribadito anche dal Ministro Minniti) rimane Matteo Renzi, già Presidente del Consiglio e attualmente Segretario del PD. Tali prese di posizione potrebbero essere delle pregiudiziali a future alleanze quindi auspichiamo che anche la nostra formazione politica valuti tutte le posizioni e magari possa far fare un passo indietro a personalità di spicco al fine di poter arrivare ad un accordo programmatico unitario con tutto il centro-sinistra. Per il resto non ci resta che vedere come procederà la situazione nei prossimi mesi, ci auspichiamo che qualche tavolo nasca soprattutto dopo il risultato delle elezioni siciliane che per il PD e per tutto il centro sinistra sono state un duro colpo. Solo con l’unità del centro sinistra traghettato dal Partito Democratico si potrà puntare alla vittoria elettorale. Staremo a vedere, comunque per ora la situazione lascia un grande interrogativo.

Pubblicato il 16/11/2017 alle 16.5 nella rubrica documenti.

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